Curiosità e trend

Veganuary e Dry January: mode o nuove abitudini?

Meno alcol e meno carne: i giovani stanno guidando il cambiamento verso stili di vita più sani

  • Un'ora fa
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Di: Emma Berger 

Se già gennaio è il mese delle nuove abitudini e dei buoni propositi, da qualche anno lo è diventato ancora di più con alcune iniziative sempre più popolari. Si parla infatti sempre più spesso di Veganuary e Dry January, due sfide da affrontare il primo mese dell’anno: la prima cercando di mangiare il più possibile vegano, la seconda senza bere bevande alcoliche. Entrambe le iniziative sono nate con lo scopo di sensibilizzare la popolazione sui due temi, avvicinandola a stili di vita più sani. Una dieta principalmente vegetale, ad esempio, può contribuire a una migliore salute cardiovascolare e a un minor impatto ambientale, mentre ridurre il consumo di alcol porta benefici al fegato, al sonno e al benessere generale.

Ma ha ancora senso parlare di sfide mensili? O effettivamente le abitudini alimentari e di consumo della popolazione stanno già cambiando in modo più strutturale?

Dieta vegetale, una tendenza in aumento

Swissveg, un’associazione svizzera impegnata a ridurre il consumo di carne e a rendere lo stile di vita vegetale accessibile a tutti, monitora l’andamento delle persone vegetariane e vegane in Svizzera. I loro dati mostrano che negli ultimi anni la percentuale di questa fetta della popolazione è aumentata del 35%: nel 2024 erano il 5,3% (una persona su 19), nel 2025 il 5%.

Il loro rapporto, svolto su 30.000 persone sopra i 14 anni, ha mostrato che per quanto riguarda le persone vegane, la percentuale era nel 2024 dello 0,7%, un dato che presenta diverse differenze sia tra regioni linguistiche sia tra i generi. Se l’anno scorso in Svizzera romanda e in Ticino le persone vegane erano dello 0,1%, quest’anno sono aumentate rispettivamente allo 0,4% e 0,3%. I giovani si confermano anche quest’anno la fascia d’età più propensa a ridurre il consumo di carne. I giovani vegetariani (14-35 anni) erano nel 2025 il 58%. Inoltre, il 71% dei vegani ha meno di 35 anni.

Certo, sono numeri bassi rispetto al resto della popolazione onnivora, ma riflettono comunque un cambiamento delle diete e delle mentalità, soprattutto se si guardano i dati delle persone flexitariane, ovvero quelle che hanno ridotto notevolmente il consumo di carne: quasi un quarto della popolazione (il 23,9%) segue una dieta prevalentemente vegetale.

L’iniziativa del Veganuary, infatti, non è da vedere con l’unico obiettivo di convertire le persone a una dieta vegana, ma di mostrare loro che è possibile implementare nella propria alimentazione alternative valide al consumo di prodotti animali, per fare bene sia alla propria salute sia all’ambiente.

Alcol? No grazie

È ormai un dato evidente che la popolazione svizzera beva sempre meno alcol. Il consumo pro capite di alcolici è infatti in calo dal 2001, un fenomeno attribuibile principalmente alla diminuzione del consumo di vino. Particolarmente significativa è la diminuzione tra i giovani, come evidenziato dai dati di Dipendenze Svizzera: la percentuale di coloro che consumano alcol almeno una volta a settimana ha mostrato una tendenza al ribasso tra il 2002 e il 2014, mantenendosi poi abbastanza stabile fino al 2022, con l’eccezione di un aumento tra le ragazze di 15 anni rispetto al 2018. Inoltre, tra il 2010 e il 2014, si è registrata una drastica diminuzione della percentuale di giovani che hanno dichiarato di essersi sentiti ubriachi almeno due volte nella loro vita.

In un reportage condotto da Simone Herrmann per la SRF vengono raccolte proprio le testimonianze dei giovani che per diversi motivo hanno calato il loro consumo e mostra i risultati di un sondaggio nazionale della Commissione bar e club di Zurigo, che indica come nei club e nei locali il fatturato medio è diminuito di circa un terzo dal 2018 al 2023, da 45 franchi a 30 franchi per persona e per serata.

Sono sempre più popolari le bevande No/Low Alcohol, ovvero quelle analcoliche o a basso contenuto di alcol. Vini, birre e distillati analcolici sono più diffusi e bevande fermentate come la kombucha si trovano ormai ovunque.

Un futuro senza sfide?

Le tendenze mostrano chiaramente che le abitudini di consumo stanno evolvendo, specialmente tra i giovani, con una crescente consapevolezza verso scelte più salutari e sostenibili. Questi dati ci suggeriscono che Veganuary e Dry January non sono più solo sfide isolate, ma piuttosto catalizzatori di un cambiamento più profondo. Questo può essere quindi un segnale che in futuro non avremo più bisogno di sfide limitate a un mese l’anno perché saranno diventate parte integrante del nostro quotidiano.

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In un futuro sempre più analcolico, riusciranno a resistere i nostri vini? E come cambierà la società?

Controcorrente 10.12.2025, 11:47

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  • Antonio Bolzani

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