Ci sono molti animali che vivono in gruppo e non sorprende nessuno che due comunità della stessa specie possano scontrarsi. Per la prima volta, però, gli scienziati hanno osservano membri di un gruppo coeso prima dividersi, poi formare due fazioni e infine iniziare quella che a tutti gli effetti sembra una “guerra civile”. Si tratta della più grande comunità di scimpanzé selvatici mai studiata che otto anni fa si è divisa e ha intrapreso una lotta nel parco Kibale National Park in Uganda. L’intera vicenda è stata accuratamente documentata da un gruppo di scienziati che ha pubblicato la ricerca sulla prestigiosa rivista Science. I primatologi hanno potuto osservare l’uccisione da parte di altri scimpanzé di 24 individui, tra i quali 17 infanti.

Scimpanzé della comunità Occidentale attaccano membri della comunità Centrale nel 2019
La comunità di circa 200 animali ha vissuto pacificamente fino a circa giugno 2015, divisa in due sottogruppi, generalmente indicati come “Occidentali” e “Centrali”, in convivenza pacifica tra di loro. Il primo autore dello studio, il primatologo Aaron Sandel dell’Università del Texas ad Austin, ha raccontato in un podcast di Science che improvvisamente, lui e la sua squadra hanno notato gli scimpanzé Occidentali essere inseguiti dal gruppo Centrale. Gli scimpanzé possono avere spesso delle piccole dispute, ma la pace e cooperazione si ripristinano rapidamente. In questo caso, dopo un periodo di sei settimane i due gruppi continuavano ad evitarsi e i pochi incontri erano «leggermente più intensi e aggressivi». Nel 2018, i due gruppi erano completamente separati e gli Occidentali hanno iniziato ad attaccare i Centrali.
I fattori scatenanti
Nel loro articolo, i ricercatori indicano diversi potenziali fattori scatenanti. Ad esempio, la grossa dimensione del gruppo potrebbe aver portato a una competizione per le risorse o per la riproduzione. Gli scienziati evidenziano anche tre possibili momenti che hanno contribuito ad accentuare il conflitto. Il primo è la morte di cinque maschi e una femmina nel 2014 che potrebbero aver indebolito importanti legami sociali. Il secondo è un cambio del maschio “alpha” dominante, che ha coinciso con il primo momento di separazione tra Occidentali e Centrali. Il terzo è la morte di 25 scimpanzé nel 2017 a causa di un’epidemia respiratoria che ha causato la dipartita di un individuo che contribuiva fortemente a mantenere uniti i due gruppi.

Uno scimpanzé della comunità Occidentale e uno della comunità Centrale siedono assieme prima che avvenisse la divisione.
«Non sono particolarmente sorpresa dai risultati della ricerca, perché io stessa ho visto molte volte una comunità di scimpanzé combattere con un’altra. Ma il fatto che sia accaduto tra due gruppi che in precedenza erano uno solo è interessante - commenta la giornalista scientifica indipendente con una formazione in primatologia Marion de Vevey, che continua - Quando segui gli scimpanzé nella foresta, è davvero come guardare una telenovela. Succede sempre qualcosa: litigano tra loro, poi si riconciliano pulendosi a vicenda, c’è gelosia… insomma, è un continuo susseguirsi di eventi e tutta la loro vita è guidata da una forte struttura sociale».
Un animale molto sociale
Gli scimpanzé si organizzano secondo un modello chiamato in gergo tecnico fusione - fissione. Il termine, preso in prestito dalla fisica, indica due comportamenti distinti che si susseguono continuamente di unione (fusione) e separazione (fissione). Questi animali infatti passano molto tempo uniti, ad esempio per riposare la notte, ma poi improvvisamente si separano, per ritrovarsi tempo dopo mediante dei precisi versi molto forti.
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Le lotte tra singoli individui possono scatenarsi in ogni momento, «rimango sempre sorpresa da come, per una cosa anche piccola, possano iniziare a litigare. Di solito si tratta di conflitti legati alle risorse, come il cibo o le femmine, oppure capita semplicemente che uno si irriti per il comportamento di un altro», aggiunge de Vevey.
Ogni comunità di scimpanzè occupa un’area della foresta precisa, i cui confini sono ben noti agli individui. A volte mettono in atto quello che in primatologia viene definito “comportamento di pattugliamento territoriale”: piccoli gruppi di individui, generalmente maschi adulti, si spingono oltre i confini del proprio territorio per esplorare le aree limitrofe, restando inusualmente compatti, coesi e silenziosi.
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Queste dinamiche complesse ci spingono spesso a fare paragoni con la nostra società e utilizzare questi studi per interpretare l’essere umano. Dall’altra parte, alcune persone invece rigettano completamente ogni confronto, adducendo che dopotutto si tratta di animali selvaggi. «La verità sta nel mezzo: condividiamo molte cose con gli scimpanzé, perché è vero che siamo molto vicini a loro. Allo stesso tempo, però, loro si sono evoluti per 6,5 milioni di anni lungo un proprio percorso, proprio come noi. Ci sono quindi molte somiglianze, ma anche molte differenze.», conclude de Vevey.
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