Dialogo
Reportage

Caldo estremo: azienda taglia le ore, ma non lo stipendio

Quando il termometro supera i 30 gradi, un’impresa di Allschwil fa lavorare i dipendenti sei ore al giorno senza decurtare la paga e non subisce perdite economiche

  • 16 luglio, 10:57
  • 16 luglio, 12:24
Le alte temperature presentano rischi per la salute e fanno aumentare il rischio di incidenti sul lavoro

Le alte temperature presentano rischi per la salute e fanno aumentare il rischio di incidenti sul lavoro

  • Keystone
Di: Simone Weber (SRF), articolo originale - sf, adattamento in italiano

Quando la temperatura supera i 30 gradi, la Zweipack di Allschwil (BL), riduce l’orario di lavoro dei suoi 17 collaboratori a sei ore al giorno.

La misura è in vigore quasi senza interruzioni dall’inizio dell’attuale ondata di caldo, circa tre settimane fa. Secondo il direttore Mischa Blattner, soltanto in due giornate si è lavorato secondo il normale orario.

Per il responsabile dell’azienda, che si occupa di manutenzione degli edifici, proseguire l’attività durante le ore più torride del pomeriggio non porta benefici né ai collaboratori né all’impresa. “I dipendenti non riuscirebbero comunque a lavorare meglio. Dopo le 14 sono tutti stanchi e spossati. Alla fine c’è anche il rischio che stiano male, e questo non conviene a nessuno” afferma.

Mischa Blattner (a sinistra) auspica che altre aziende prendano esempio da Zweipack.

Mischa Blattner (a sinistra) auspica che altre aziende prendano esempio da Zweipack.

  • Simone Weber/SRF

La giornata di lavoro comincia quindi già nelle prime ore del mattino e termina generalmente tra mezzogiorno e le 13. Chi conclude prima i propri compiti dà una mano ai colleghi, così da permettere a tutta la squadra di terminare il lavoro il più presto possibile.

Nonostante la riduzione dell’orario, i lavoratori ricevono lo stipendio pieno. Le ore non lavorate non devono essere recuperate: è infatti l’azienda a farsene carico.

Il caldo mette a dura prova chi lavora all’aperto

A risentire maggiormente delle temperature elevate sono soprattutto i collaboratori che trascorrono gran parte della giornata all’aperto. È il caso di chi si occupa della manutenzione del verde, dei servizi tecnici o delle pulizie.

Per Jill Hirschi, che lavora spesso all'aperto, poter terminare il lavoro già a mezzogiorno quando fa molto caldo è "una benedizione".

Per Jill Hirschi, che lavora spesso all'aperto, poter terminare il lavoro già a mezzogiorno quando fa molto caldo è "una benedizione".

  • Simone Weber/SRF

Jill Hirschi, dipendente dell’azienda, racconta le difficoltà legate al lavoro sotto il sole: “Già al mattino presto il sole picchia forte sul terreno. Basta poco per scottarsi e la mia maglietta era già fradicia nelle prime ore della giornata”.

Anche il collega Erol Ramazan avverte gli effetti dell’afa. “Con questo caldo si hanno molte meno energie per lavorare. Non è salutare svolgere attività fisiche quando le temperature sono così elevate” spiega.

Erol Ramazan cerca un po' di refrigerio all'ombra

Erol Ramazan cerca un po' di refrigerio all'ombra

  • Simone Weber/SRF

Per entrambi, la possibilità di concludere la giornata lavorativa a mezzogiorno rappresenta quindi un notevole sollievo.

Il reportage di SRF (Rendez-vous, 15.07.2026)

Più incidenti con temperature elevate

Le temperature elevate non incidono soltanto sul benessere dei lavoratori, ma anche sulla loro sicurezza. Secondo la Suva, il principale assicuratore svizzero contro gli infortuni, quando il termometro supera i 30 gradi il rischio di incidenti sul lavoro aumenta sensibilmente.

Stando ai dati dell’istituto, oltre questa soglia si registra circa il 7% in più di infortuni professionali. La ragione è legata al fatto che l’organismo deve impiegare maggiori energie per raffreddarsi, con conseguenze sulla capacità di concentrazione e sulle prestazioni fisiche.

I datori di lavoro sono tenuti ad adottare misure adeguate per proteggere il personale dagli effetti della canicola. La legislazione svizzera, tuttavia, non prevede un diritto automatico al cosiddetto “congedo per il caldo”.

Gli esperti sottolineano inoltre che stabilire una soglia termica fissa sarebbe poco efficace, poiché il livello di rischio dipende anche da altri fattori, come l’umidità dell’aria, l’esposizione diretta al sole e il tipo di attività svolta. In Svizzera, una temperatura superiore ai 33 gradi corrisponde al livello massimo di allerta per il caldo.

I lavori meno urgenti vengono rinviati

Per il direttore dell’azienda, la riduzione dell’orario durante le giornate più torride si sta rivelando una scelta sostenibile anche dal punto di vista economico. Finora, afferma Blattner, l’azienda non ha subito particolari perdite.

Nei mesi estivi ci si concentra sui compiti che non possono essere rimandati, come la pulizia delle scale degli edifici o l’irrigazione dei giardini. Gli interventi meno urgenti vengono invece posticipati a periodi con temperature più favorevoli.

“Se il contratto prevede che le siepi vengano tagliate due volte all’anno, non significa che dobbiamo farlo proprio nel giorno più caldo dell’estate” osserva Blattner.

Durante l’ondata di caldo l’azienda ha inoltre scelto di non accettare incarichi supplementari. Nemmeno l’idea di chiedere ai dipendenti di recuperare in seguito le circa due ore e mezza di lavoro perse ogni giorno viene presa in considerazione.

Il responsabile punta piuttosto sulla soddisfazione del personale. “La motivazione e la riconoscenza dei collaboratori sono enormi. Sono convinto che, alla lunga, questo atteggiamento ripagherà anche l’azienda” conclude.

Il tema è anche al centro di un dibattito lanciato da “dialogo”, che vede un’ampia maggioranza degli utenti a favore di giornate libere, da scuola o dal lavoro, durante le ondate di calore. C’è chi sottolinea come sia praticamente impossibile essere produttivi con temperature superiori ai 30 gradi e chi evidenzia l’aumento di errori, incidenti e problemi di salute.

Anche tra il terzo di utenti che è contrario a dei congedi per il caldo, sono in pochi a sostenere che bisogna semplicemente abituarsi alle temperature elevate. La maggior parte sostiene piuttosto che scuole e luoghi di lavoro debbano ora essere dotati il più rapidamente possibile di sistemi di climatizzazione.

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