La via bilaterale rimane la priorità del Consiglio federale nell'ambito della politica europea. Per il prossimo anno l’UE si è detta disponibile a continuare i colloqui sulle questioni istituzionali, una disponibilità che per il Dipartimento federale degli affari esteri è da leggere come un "passo avanti concreto e positivo".
Negli scorsi mesi, dopo le proposte illustrate dalla Svizzera in giugno, si sono moltiplicati gli incontri fra Berna, Bruxelles e altri paesi europei.
Burkhalter: "Adesione alla SEE non è realista"
Da parte sua, il capo della diplomazia elvetica Didier Burkhalter ha affermato che l'adesione della Svizzera allo Spazio economico europeo (SEE) non è realista. Un'affermazione che risponde ad un'idea lanciata due giorni fa dal presidente del PPD Christophe Darbellay.
Per Burkhalter questa via implicherebbe l’esclusione di Berna dai processi decisionali in tutta una serie di ambiti, e metterebbe a dura prova la coesione della Svizzera.
Le relazioni fra Svizzera e Unione Europea sono bloccate da due anni sulla questione della legislazione comunitaria: da una parte Bruxelles chiede un automatismo, Berna insiste invece sul rispetto del suo diritto e della sua sovranità.
Stando a un nuovo approccio globale annunciato a fine aprile, il Consiglio federale propone che le due parti negozino l'evoluzione del diritto e che la sorveglianza dei vari adeguamenti si basi su due pilastri, ossia senza organo sovranazionale.





