INTERVISTA

Fast food: paradossalmente, “ha incentivato la tradizione”

Alberto Grandi, storico dell’alimentazione all’Università di Parma, intervistato per i 50 anni dall’apertura di McDonald’s in terra elvetica: “Quando ero bambino, l’hamburger noi a Mantova, lo chiamavamo Svizzera”

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50 anni di fast food

Prima Ora 17.03.2026, 18:00

Di: Prima Ora/Bleff 

Cinquant’anni fa, nel 1976, è arrivato in Svizzera il primo McDonald’s, mentre il primo in Ticino venne aperto a Coldrerio nel 1993. Come ha cambiato le nostre abitudini alimentari? “Ovviamente ha reso il pasto più veloce, perché noi europei ci siamo adattati ai ritmi americani”, ha spiegato in collegamento a Prima Ora Alberto Grandi, storico dell’alimentazione all’Università di Parma.

“In un certo senso, però, ha soprattutto incentivato anche la ricerca delle tradizioni. Questo soprattutto all’inizio: adesso ovviamente questo meccanismo non avviene più. Quindi nei primi anni in Europa, dove arrivava un McDonald, automaticamente c’era una reazione per lo Slow Food da contrapporre a questa americanizzazione. Questo ‘colonialismo alimentare e gastronomico’ quindi ha paradossalmente incentivato la ricerca delle tradizioni”.

“A me piace il fast food, quando mi capita”, confessa l’autore di ‘Denominazione di origine inventata’ e ‘La cucina italiana non esiste’. “Io sono abbastanza vecchio e ci tengo a ricordare questa cosa”, aggiunge poi Grandi. “Quando ero bambino, l’hamburger noi in Italia, o per lo meno a Mantova, lo chiamavamo Svizzera. Questo perché la carne macinata a polpetta fa riferimento a una cultura centro-europea, genericamente, tutto ciò che sta a nord delle Alpi, Svizzera, Austria o Germania. Ed effettivamente l’hamburger tedesco nasce nella città di Amburgo in Germania, come dice la parola stessa”.

Prezzi accessibili, quindi, ma anche omologazione del gusto? Sempre secondo lo storico Alberto Grandi “esistono molte varianti e soprattutto la regionalizzazione. Un elemento storico di McDonald’s soprattutto in Europa”, prosegue Grandi. “E se si vanno a vedere i numeri, i primi consumatori degli hamburger della catena americana sono i francesi, che dovrebbero essere in teoria quelli più legati alle loro tradizioni, insieme agli italiani che si collocano al quarto posto”.

“Lo street food noi oggi lo viviamo come una colonizzazione dall’America”, conclude Grandi, “ma in realtà è la vera grande tradizione europea. Perché nelle città non si cucinava in casa, e quindi i cibi che si consumavano in città erano tutti cibi pronti, che si acquistavano e consumavano per strada. La pasta italiana, la pizza... sono tutti prodotti che nascono come street food. Questo è assolutamente un dato interessante: l’hamburger è l’ultima manifestazione di una tradizione millenaria”.

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