Le ripercussioni della guerra sul prezzo dei carburanti si stanno facendo sentire non solo in Asia ma anche in Europa dove -nelle ultime 24 ore- diversi Paesi hanno annunciato nuove misure per contrastare il caro benzina.
Austria, taglio fiscale con sostegno anche dei Verdi
La pressione sul mondo politico austriaco per il rincaro della benzina si era fatta talmente forte che il pacchetto di sgravi fiscali approvato dal Parlamento è stato votato non solo dalla maggioranza di governo ma persino dai Verdi, all’opposizione e storicamente contrari a sussidi ai combustibili fossili. Il pacchetto prevede un taglio temporaneo a una serie di imposte e il mese prossimo dovrebbe tradursi in un risparmio di circa 10 centesimi al litro.
Germania, limiti agli aumenti giornalieri
Giovedì mattina è stato invece il Parlamento tedesco a intervenire con misure che obbligano i distributori a modificare il prezzo della benzina al massimo una volta al giorno e solo alle 12.00. “Non solo stiamo prendendo sul serio le preoccupazioni dei cittadini ma stiamo intervenendo. Tuttavia, questo pacchetto potrebbe non essere sufficiente se la crisi e la guerra persisteranno. Per questo sono molto aperta alla possibilità di aumentare le deduzioni per la benzina per i pendolari. Dobbiamo lanciare un segnale a coloro che non possono fare a meno dell’automobile”, ha detto Katharina Reiche, ministra tedesca dell’economia e dell’energia.
La Spagna garantisce un risparmio stimato in circa 30 centesimi al litro
Già una settimana fa l’Italia ha introdotto un taglio temporaneo delle accise, mentre la Francia per ora non ha previsto misure economiche ma sta puntando soprattutto sui controlli, tanto che chi abita vicino al confine con la Spagna approfitta del prezzo decisamente più basso dall’altra parte della frontiera, dopo il maxi pacchetto approvato dal governo di Madrid, che garantisce un risparmio stimato in circa 30 centesimi al litro.










