Tra dicembre 2025 e marzo 2026, in soli quattro mesi, il profilo Instagram @jessicaa.foster è diventato un fenomeno virale, accumulando oltre un milione di follower, migliaia di like e commenti estasiati.
Il profilo presentava una giovane soldatessa bionda dell’esercito statunitense, Jessica Foster, costantemente sorridente e in divisa, spesso in posa con aerei F-22 Raptor, portaerei o, più frequentemente, accanto a figure politiche come Donald Trump, Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky.
L’intera identità digitale di Jessica Foster - incluse foto, video, didascalie e una biografia “America First” molta amata dal mondo MAGA - è però stata interamente creata utilizzando strumenti di generazione di immagini e video basati sull’intelligenza artificiale.

In migliaia hanno perso la testa per la "ragazza dei sogni" Maga, una soldatessa di nome Jessica Foster
Esperti di deepfake e giornalisti investigativi, tra cui il Washington Post e Fast Company, hanno presto identificato numerose incongruenze. Tra gli errori più evidenti figuravano l’uso del nome di battesimo sulla targhetta identificativa (vietato dal regolamento dell’esercito statunitense), bandiere americane errate, uniformi improbabili e l’assenza totale di qualsiasi traccia di Jessica Foster negli archivi militari. L’esercito statunitense ha successivamente confermato che nessun soldato con quel nome è mai esistito.
Cosa vuole dire MAGA?
MAGA è l’acronimo di Make America Great Again (“Rendiamo l’America di nuovo grande”), lo slogan politico reso famoso da Donald Trump durante le sue campagne presidenziali. Rappresenta un movimento populista e conservatore americano incentrato su nazionalismo, protezionismo economico e “America First”, popolare tra l’elettorato conservatore statunitense.
Jessica Foster non è però una semplice burla. Dietro l’account si celava un obiettivo commerciale: indirizzare un pubblico specifico, prevalentemente maschile, conservatore e patriottico, verso una pagina OnlyFans. Su questa piattaforma venivano venduti contenuti esclusivi, in particolare foto di piedi, sfruttando il “foot fetish”. Alcuni utenti avrebbero speso cifre considerevoli, anche oltre 100 dollari per un singolo post, convinti di interagire con una soldatessa reale che rispondeva personalmente ai messaggi.
Meta - nella tarda serata di giovedì 19 marzo - ha chiuso il profilo per violazione delle policy (mancata divulgazione dell’uso dell’IA e contenuti ingannevoli). Le immagini della soldatessa continuano a rimbalzare sui altri social media, in particolare su X.

Jessica Foster nello Studio Ovale con Donald Trump
Il caso di Jessica Foster è emblematico di una tendenza emergente e preoccupante nell’era attuale dell’intelligenza artificiale. Non si tratta più solo di fake news o immagini ritoccate, ma della creazione di intere personalità digitali fittizie, progettate per manipolare emozioni politiche, desideri sessuali e la fiducia degli utenti.
Questo fenomeno evidenzia una strategia sempre più diffusa negli Stati Uniti, dove account di destra utilizzano un mix di patriottismo, soft-pornografia ed IA per diffondere messaggi politici, monetizzare l’interesse degli utenti e guadagnare consensi. Profili simili generati dall’IA - raffiguranti soldatesse, camioniste o agenti di polizia sostenitrici di Donald Trumpo - hanno infatti rapidamente guadagnato un vasto seguito su piattaforme come Instagram, X e TikTok.

L'uso dell'intelligenza artificiale in guerra
Telegiornale 20.03.2026, 20:00








