Mondo

“La Grecia usa i migranti per i respingimenti illegali. Violenze e abusi”

La BBC: reclutati “siriani, pakistani e afghani”, alcuni pagati con denaro, telefoni cellulari o persino documenti. I testimoni: percosse, furti e trattamenti degradanti durante i rimpatri forzati

  • 15 aprile, 15:11
  • 15 aprile, 15:26
Una migrante con il suo bambino vicino al fiume Meric (Evros) al confine turco-greco, a Edirne, Turchia, 2 marzo 2020
01:53

Radiogiornale del 15.04.2026 La BBC: “La Grecia usa migranti per respingimenti illegali. Violenze e abusi” - Servizio di Elena Kaniadakis

RSI Info 15.04.2026, 14:48

  • Keystone
Di: Radiogiornale - Elena Kaniadakis / M. Ang. 

Migranti contro altri migranti. Sarebbe questa la strategia della polizia greca per compiere il lavoro sporco, quello dei respingimenti illegali. Secondo il diritto internazionale, infatti, una persona entrata in un Paese in cerca di asilo non può essere deportata finché la sua domanda non viene registrata ed esaminata.

L’inchiesta della BBC

Già l’anno scorso la Corte europea dei diritti dell’uomo aveva confermato, in una sentenza, la pratica sistematica dei respingimenti illegali al confine greco. Secondo la BBC, le guardie di frontiera si servono dei cosiddetti “mercenari” almeno dal 2020. Sono uomini originari di Pakistan, Afghanistan e Siria. Entrano in azione con il volto coperto e, come raccontato dall’inchiesta, compiono azioni brutali: pestaggi, minacce con coltelli, denudamenti e aggressioni sessuali.

Testimonianze agghiaccianti

Testimonianze spesso agghiaccianti. In un procedimento disciplinare interno, una guardia di frontiera ha denunciato che, stando a quanto appreso, una donna migrante sarebbe stata stuprata da un gruppo di cosiddetti “mercenari”.

L’inchiesta della BBC si basa sui video, sulle testimonianze e sui documenti delle autorità greche che confermano come alti funzionari della polizia siano soliti servirsi di queste squadracce.

Il governo greco nega

Accuse respinte, secondo un copione ormai consolidato, dal governo greco. Il premier Kyriakos Mitsotakis ha detto di non essere a conoscenza di gruppi mercenari, mentre il Ministero degli Interni ha ribadito che la Grecia protegge le proprie frontiere nel rispetto del diritto internazionale.

I precedenti

Già nel 2021 Amnesty International aveva documentato i respingimenti nell’Evros. Nonostante le numerose prove che si accumulano negli anni, le autorità greche continuano a negare questa pratica, ha denunciato Amnesty e la Commissione europea ignora gli appelli ad avviare procedimenti d’infrazione contro la Grecia, sottolinea l’ONG.

rsi_social_trademark_WA 1.png

Entra nel canale WhatsApp RSI Info

Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti

Correlati

Ti potrebbe interessare