Il processo alla cosiddetta banda dei falsi postini (cinque napoletani e un italiano residente a Pazzallo) riprende giovedì mattina a Lugano con le arringhe dei tre difensori che non hanno avuto il tempo di esprimersi mercoledì pomeriggio. I tre colleghi che li hanno preceduti si sono battuti, in via principale, per il loro proscioglimento.
I difensori hanno sottolineato che per la tentata rapina aggravata, reato ipotizzato dal procuratore pubblico Moreno Capella, non sussisterebbero gli elementi giuridici necessari. Gli imputati avrebbero commesso delle azioni in vista di compiere un furto e non una rapina ai danni del centro logistico della Posta di Pazzallo. Inoltre si sarebbero fermati, secondo le tre difese, agli atti preparatori di un reato, “senza oltrepassare il punto di non ritorno”, perché “il colpo era troppo difficile” a detta di uno dei napoletani. Il giudice Claudio Zali dovrebbe pronunciarsi ancora in giornata.
Paolo Beretta






