traffico di droga

Il porto di Anversa e la sfida infinita al traffico di cocaina

Sequesterate 55 tonnellate di droga nel 2025 - L’esperta: il contrastro si fa più efficace, ma le organizzazioni criminali sfruttano nuove rotte e stratagemmi

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Anversa: l'ispezione di un carico di banane per controllare se non nasconda cocaina
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Narcotraffico in aumento al porto di Anversa

SEIDISERA 26.01.2026, 18:00

  • Keystone
Di: Anna Valenti e Ludovico Camposampiero 

Cinquantacinque tonnellate di cocaina: sono cifre impressionanti quelle relative ai sequestri di polvere bianca nel porto di Anversa nel 2025 e diffuse in questi giorni dalle autorità doganali belghe. Il porto fiammingo è uno dei maggiori porti al mondo e anche uno dei principali approdi per le enormi quantità di droga che, dal Sud America, le organizzazioni criminali inviano in Europa sfruttando le principali rotte commerciali e le enormi navi cargo che solcano gli oceani. Si tratta di un aumento dei sequestri del 24% rispetto al 2024, quando erano state intercettate 44 tonnellate, ma di una diminuzione rispetto all’anno record del 2023. Quell’anno, infatti, sono state sequestrate in tutto 116 tonnellate di cocaina.

Le autorità, si legge sui media belgi, restano tuttavia caute nell’interpretare la diminuzione dei sequestri, spiegando che non necessariamente il traffico di cocaina sia in diminuzione. Tuttaltro. Gli osservatori indicano infatti come i network crimali si stiano affidando sempre più a metodi e rotte alternative, che toccano altri porti, più piccoli di quello di Anversa, per inondare di cocaina l’Europa, diventata ormai il principale mercato di riferimento.

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Anversa: la cocaina viene nascosta nei container delle gigantesche navi cargo (tratto da Falò del 08.10.2024)

RSI Info 08.10.2024, 12:07

Nel frattempo, il contrasto nel porto di Anversa è diventato più efficace grazie agli investimenti tecnologici. Le autorità ricordano infatti come i nuovi strumenti di scanning siano diventati più performanti e abbiano permesso, lo scorso anno, di ispezionare ben 72’500 container considerati a rischio. L’obiettivo tuttavia è di incrementare questa quota, portando tra i 350’000 e i 400’000 i conteiner a rischio ispezionati ogni anno.

Il porto movimenta ogni giorno 37mila container che arrivano da tutti i continenti, per un totale di oltre 300milioni di tonnellate di merci ogni anno: numeri impressionanti. Tra le sue banchine pulsa il cuore ecomico commerciale dell’Europa, dietro cui si celano anche le ombre del narcotraffico che da anni ha fatto del porto belga uno dei suoi snodi principali.

Container al porto d'Anversa

Container al porto d'Anversa

  • RSI

Ma i dati resi noti da poco sono confortanti secondo Anna Sergi, esperta di mafie e porti come snodi del narco traffico, professoressa all’Università di Bologna: stiamo assistendo a un miglioramento del lavoro di contrasto da parte delel forze dell’ordine, spiega intervistata da SEIDISERA.

Un lavoro di contrasto tuttavia non facile, anche perché i narcotrafficanti si ingegnano sempre più: lo stupefacente è stato trovato per esempio in finte banane, oppure in forma liquida in finte bibite gassate, ma anche nelle palette di legno. I carichi inoltre si fanno più piccoli e frequenti per evitare grandi perdite. E sfruttano nuove rotte.

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Onda bianca. La cocaina travolge l’Europa

Falò 08.10.2024, 21:10

Il rapporto della dogana belga evidenzia che il Ghana è il come terzo paese di spedizione. fatto non secondario, spiega Anna Sergi: “Conferma la fondamentale rilevanza dell’Africa occidentale per il narcotraffico”, perché è da anni che il narcotraffico si sposta lì per ragioni che hanno a che fare con lo spostamento delle rotte legali verso i porti del Ghana, del Kenya o della Guinea Bissau. Porti diventati sempre più importanti per vari operatori del mare. A spingere i trafficanti verso l’Affrica occidentale sono anche la difficoltà degli inquirenti europei nel confrontarsi con gli omologhi di vari paesi africa e l’altissimo grado di corruzione in questi paesi, spiega ancora la professoressa.

La violenza del narcotraffico è il primo prezzo da pagare

Anna Sergi, esperta di mafie e porti come snodi del narco traffico, professoressa all’Università di Bologna

Ma ciò che accade tra le banchine non resta confinato al porto: negli ultimi mesi il Belgio è stato scosso da sparatorie avvenute anche in pieno giorno persino nella capitale Bruxelles. Frutto di scontro fra bande legate al traffico di droga. E qui la specialista mette tutti in guerdia: i proventi generati dal narcotraffico fanno gola a molti, troppo spesso si è disposti a chiudere gli occhi su molte dinamiche visto che poi questi soldi vengono reinvestiti nell’economia legale.

Il porto di Anversa

Il porto di Anversa

  • Immagine di archivio-Keystone

Tuttavia il pacchetto arriva completo, con tutti gli effetti collaterali: “La violenza del narcotraffico è il primo prezzo carissimo da pagare e lo paghiamo tutti”. Una spirale che oggi preoccupa il governo federale belga e la magistratura, che ha chiesto un’azione più incisiva alla politica per contrastare il potere e l’infiltrazione della criminalità organizzata legata al narcotraffico nell’economia e non solo.

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Un narco-sottomarino al largo delle Azzorre

SEIDISERA 26.01.2026, 18:00

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