La Conferenza sulla sicurezza di Monaco si è conclusa con il discorso del suo presidente Wolfgang Ischinger, che riprendendo le parole del segretario di Stato americano Marco Rubio ha ricordato: “I nostri destini sono intrecciati ed è un bene se lo accettiamo”.
“Voglio aggiungere che la questione di come finirà la guerra (in Ucraina) è una questione esistenziale per l’Europa”. Secondo Ischinger “determinerà, in più di un modo, il futuro di questo continente”. Una posizione che il presidente della Conferenza auspica che venga capita, sia dai Paesi dell’Europa, sia dagli Stati Uniti. “Spero vivamente che noi, come alleati e partner, siamo uniti e determinati ad agire insieme per garantire che l’Ucraina possa prevalere. E prevarrà”.
La Russia rilancia la possibilità di una “governance” esterna guidata dall’ONU in Ucraina
Nel frattempo la Russia ha rilanciato l’idea - come possibile opzione di risoluzione del conflitto - di introdurre un sistema di buon governo esterno in Ucraina sotto l’egida delle Nazioni Unite. Questo dopo il completamento di quella che il Cremlino definisce un’”operazione militare speciale”. A parlarne è stato il viceministro degli esteri russo Mikhail Galuzin in un’intervista all’agenzia di stampa Tass.
Per Galuzin, a causa della loro “rigidità ideologica e della loro totale incompetenza”, coloro che attualmente sono responsabili della definizione delle linee guida di politica estera dell’”Europa unita” hanno commesso un errore di calcolo strategico. “Rifiutando il dialogo diretto con il nostro paese, Bruxelles si è sostanzialmente privata di un posto al tavolo dei negoziati”.
Europa e alleati sono uniti?
Tornando alla Conferenza di Monaco, il presidente Ischinger afferma che sono emerse “espressioni di rassicurazione, ma anche profonde espressioni di dubbio. Dubbi sul fatto che noi, in quel che una volta chiamavamo Occidente, condividiamo ancora gli stessi valori. (...) Se siamo ancora nella stessa squadra”, ha indicato. Ma, “abbiamo anche visto uno spirito molto più forte di determinazione europea nel difendere quelli che crediamo siano essenzialmente i valori europei”.
Restando sul tema della difesa, è emerso come “gli europei stiano intensificando gli sforzi”. “Siamo collettivamente disposti a prenderci carico di una quota maggiore non solo dell’onere della difesa, ma anche della nostra responsabilità collettiva di cercare di preservare la pace, prevenire i conflitti”.
Ischinger: “Serve un piano”
Per Ischinger ora serve “un piano, una risposta a cosa esattamente noi europei ci prepariamo a fare e, in tal caso, entro quando e come”. Questo per quanto riguarda temi come la clausola dell’Unione europea di mutua assistenza, la produzione di difesa, e un mercato europeo della difesa più coeso e competitivo.
Lettonia: “La speranza non può essere una strategia”
A cercare concretezza è anche il presidente della Lettonia Edgars Rinkevics: “Serve una strategia per l’Europa. La speranza non può essere una strategia: serve un pragmatismo misurato per continuare con ciò che abbiamo già concordato di fare molto tempo fa nei settori della difesa, della sovranità digitale e dell’indipendenza energetica”. Per Rinkevics la cooperazione è l’unico strumento per risolvere le diatribe tra alleati e per rafforzare la sicurezza comune.

Si chiude la Conferenza di Monaco
Telegiornale 15.02.2026, 12:30








