Il WEF di Davos è stato, oltre ai temi economici, il fulcro di questioni geopolitiche come la guerra in Ucraina e l’Iran. In entrambi i Paesi la sicurezza delle centrali nucleari è osservata speciale dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA).
In Ucraina la situazione “è sempre fragile e pericolosa”, afferma il direttore dell’AIEA Rafael Grossi, intervistato dal Telegiornale. “Le centrali sotto controllo ucraino sono diventate essenziali”, prosegue. “Dobbiamo pensare che in questo momento forniscono non meno del 70% di tutta l’elettricità prodotta in Ucraina”.
In Iran, invece, alcuni siti nucleari erano stati bombardati da Israele e Stati Uniti. La capacità nucleare iraniana è stata indebolita? “Senza dubbio gli attacchi sono stati durissimi”, risponde Grossi. La preoccupazione dell’AIEA riguarda le ispezioni, che non è stato ancora possibile effettuare recentemente. “In particolare nelle tre che hanno subìto il più forte degli attacchi, dove la capacità di arricchimento e l’accumulo di materiale nucleare arricchito al 60% rimane”.
Un altro tema centrale durante il WEF riguarda Gaza, o meglio, gli Stati Uniti con la fondazione del Board of Peace, al quale hanno aderito una ventina di Paesi. “Hanno tutto il diritto di farlo”, afferma Grossi, ma “dobbiamo fare il nostro meglio per ritornare a un sistema dove le Nazioni Unite rimangono al centro” come strumento efficace di pace.
Grossi, candidato al posto di segretario generale delle Nazioni Unite, dice che in caso di elezione apporterebbe delle riforme. Riforme che Grossi pensa siano auspicate da più parti. “Ma al centro di tutto c’è la pace e la sicurezza internazionale. Le Nazioni Unite devono ricordare la ragione principale e originaria della sua creazione”.









