Il Governo ucraino non tratterà con i ribelli fino a quando non avranno deposto le armi, ha indicato martedì il ministro della difesa Valeri Gueletei, sostenendo che non ci saranno altri cessate il fuoco unilaterali da parte delle truppe impegnate nell’operazione “antiterroristica” in corso nell’est del paese.
Il suo collega Pavel Klimkin, che guida la diplomazia di Kiev, ha invece dichiarato che l’Esecutivo di cui fa parte è pronto a decretare una tregua immediata, a condizione che Mosca usi la sua influenza per convincere i separatisti a prendere lo stesso impegno. “La nostra idea -ha detto prima d’incontrare la sua omologa italiana Federica Mogherini - non è d’attaccare Donetsk, ma di realizzare un armistizio sostenibile”. Ha quindi ricordato che quando l’iniziativa è stata promossa unilateralmente, il prezzo in termini di perdite nelle file dei militari è stato alto.
A proposito della Crimea, il ministro degli esteri ha sottolineato che la penisola “non è perduta” e che si farà “il possibile” per riconquistarla.
ANSA/AFP/dg




