Dopo 25 anni di tira e molla, l’accordo commerciale fra l’Unione europea e il Mercosur è entrato ufficialmente in vigore oggi, 1° maggio. Con oltre 700 milioni di consumatori si tratta di una delle più grandi aree di libero scambio al mondo. Concepito durante la globalizzazione, esso rappresenta, in questa nuova fase, un tassello per contrastare il protezionismo degli Stati Uniti di Donald Trump.
Da questo punto di vista le relazioni commerciali fra i 27 Stati dell’UE e i quattro Paesi latinoamericani (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) non compensano la riduzione dell’export dell’UE verso gli USA che è calato del 15% quest’anno (pari allo 0,3% del PIL). L’accordo ha comunque una grande valenza strategica che permette agli europei di consolidare la propria presenza in una vastissima area ricca di materie prime, in cui la Cina è già fortemente presente, e di ridurre la dipendenza proprio da Pechino per la fornitura di minerali rari.
Sull’altro piatto della bilancia, il settore agricolo europeo potrà risentire delle importazioni di carni bovine e zucchero a basso costo, mentre la distruzione delle foreste pluviali potrebbe essere accelerata dallo sfruttamento. L’accordo, dunque, non è immune da difetti. Ma dopo il ritorno di Trump alla Casa Bianca, l’UE ha bisogno di altri alleati e oltre al Mercosur ha stipulato accordi con India, Indonesia, Australia e Messico.
Ci sono poi i nodi interni ancora da sciogliere, visto che il trattato non raccoglie l’unanimità degli Stati membri e non è ancora stato approvato dal Parlamento di Strasburgo, che anzi ha chiesto un controllo legale alla Corte di giustizia dell’UE. In Francia è fortemente contestato dal mondo agricolo, mentre Germania e Spagna sono i Paesi più favorevoli a quello che ritengono essere uno strumento di rilancio dell’economia europea. Nonostante ciò, la Commissione europea, forte della ratifica di Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, ne ha imposto l’entrata in vigore provvisoria, avviando così da oggi la riduzione progressiva di dazi e formalità sulle importazioni.

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Notiziario 01.05.2026, 11:00
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