I leader europei sono riuniti per il secondo giorno di vertice informale a Cipro. Le discussioni non vertono solo sul Medioriente ma anche sulla difesa del continente.
La crisi energetica, le conseguenze della chiusura dello stretto di Hormuz e la guerra in Iran sono i temi più urgenti affrontati dai leader dell’unione europea a Cipro. I 27 continuano a discutere misure a breve e medio termine e cercano anche un modo per partecipare attivamente alla risoluzione del conflitto. La responsabile della politica estera europea Kaja Kallas non ha risparmiato una stoccata all’approccio diplomatico dell’amministrazione del presidente USA Donald Trump.
“Chiaramente, dobbiamo vedere qual è l’altro lato della medaglia. Se i colloqui riguardano solo il nucleare e attorno al tavolo non ci sono esperti nucleari, finiremo per avere un accordo più debole di quanto fosse l’accordo del 2015. E poi: i problemi nella regione - i programmi missilistici dell’Iran, il loro sostegno agli alleati nella regione - così come le attività ibride e cyber in Europa, non sarebbero affrontati. Quindi finiremmo con un Iran più pericoloso”, ha dichiarato Kallas.
Missioni navali e difesa europea
Tra possibili missioni navali per mettere in sicurezza lo stretto di Hormuz e in generale l’auspicio di un maggior coinvolgimento in Medioriente, in Libano ma anche in Siria, gli europei guardano anche agli equilibri geopolitici sconvolti da Trump e alla propria sicurezza, che non sentono più pienamente garantita dalla NATO. Per questo hanno deciso di avviare i lavori per potenziare la clausola di assistenza reciproca tra i Paesi membri, in modo di trasformarla in qualcosa di più simile all’articolo 5 dell’Alleanza Atlantica.










