Nella nuova puntata di “Chiedilo al Doc: infanzia e adolescenza, istruzioni per l’uso”, una mamma racconta le paure improvvise della figlia di 9-10 anni: morte dei genitori, malattie, guerra, rapimenti, incidenti, ladri. Una tempesta di pensieri difficili da gestire, soprattutto quando il mondo esterno non aiuta a sentirsi tranquilli.
Perché i bambini di questa età hanno tante paure
Andreas Wechsler, pediatra e specialista della crescita e dello sviluppo del bambino, spiega che a questa età i bambini capiscono le parole, ma non sono ancora in grado di gestire ciò che è astratto o ipotetico. Il “se succede…” li manda in confusione perché non possiedono gli strumenti cognitivi per immaginare scenari complessi. Usano termini importanti, ma senza comprenderne davvero le implicazioni: questo genera ansia e domande a catena.
Per questo, rassicurarli con probabilità, statistiche o ragionamenti adulti non funziona. I bambini non riescono a comprendere concetti come rischio, percentuale o lontananza degli eventi. È come aprire un libro scritto in una lingua che non sanno ancora leggere.
La chiave: risposte concrete e semplici
La chiave, secondo il dottor Wechsler, è tornare sempre al concreto: risposte semplici, dirette, senza entrare nei “se”. Non bisogna negare le emozioni, ma accoglierle con calma. Una frase come “Capisco che tu la pensi così” apre la porta al dialogo senza creare ulteriore ansia. Da lì, si può fare una breve chiacchierata, riportando la conversazione sul vissuto quotidiano, sui pensieri comprensibili e su ciò che il bambino può effettivamente elaborare.
L’esposizione alle notizie
Un altro punto importante riguarda l’esposizione alle notizie. I bambini vivono il loro “mondo reale” nel piazzale della scuola, nelle relazioni quotidiane, non nel flusso di immagini e allarmi del telegiornale. Per questo, dice Wechsler, non c’è fretta di introdurli alla cronaca: comprenderanno davvero quei contenuti solo più avanti, quando avranno gli strumenti per interpretarli.
Il messaggio finale
La puntata si chiude con un messaggio rassicurante: le paure non si eliminano con spiegazioni complesse, ma con presenza, ascolto e concretezza. Aiutare un bambino significa accompagnarlo nel suo mondo, non nel nostro.
Se anche voi avete domande sulla crescita dei vostri figli, potete mandare le vostre domande per il dott. Andreas Wechsler scrivendo a Chiedilo al Doc.
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