Scienza e Tecnologia

L’aria condizionata, un’invenzione immutata

Il 17 luglio 1902 l’americano Willis Carrier presentava il primo progetto di un sistema per raffreddare e deumidificare l’aria

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Willis Carrier con il primo sistema di aria condizionata da lui inventato, nel 1922.

Willis Carrier con il primo sistema di aria condizionata da lui inventato, nel 1922.

  • IMAGO / Everett Collection
Di: Il giardino di Albert / Simone Pengue 

Non è sicuramente la soluzione al riscaldamento globale, anzi, contribuisce a peggiorare la situazione. Però l’aria condizionata è un palliativo generalmente molto apprezzato dalla maggior parte di noi in queste estati così torride alle quali ci stiamo forzatamente abituando. Il 17 luglio ricorre la data in cui, nel 1902, il giovane ingegnere americano Willis Carrier firmò il primo progetto di un moderno sistema di aria condizionata. Un’invenzione alla quale siamo tutti abituati, che nel tempo è stata ottimizzata, ma continua a funzionare secondo gli stessi principi fisici.

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Prospettive

Millevoci 17.07.2026, 10:05

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  • Alice Pedrazzini e Marcello Fusetti

La deumidificazione della tipografia

Nella storia della sua invenzione sorprende soprattutto il fatto che l’obiettivo di Carrier non fosse raffreddare una stanza per resistere alla calura estiva, bensì diminuire l’umidità della tipografia Sackett & Wilhelms Lithography and Printing Company di Brooklyn, vicino a New York, negli Stati Uniti. La tipografia, infatti, lamentava un grosso problema di vapore acqueo nell’aria, che rallentava l’asciugatura dell’inchiostro stampato e arricciava i fogli. 

Il giovane, laureato da poco all’Università Cornell, ebbe così l’idea di utilizzare un liquido freddo per condensare il vapore acqueo e abbassare l’umidità. Il fenomeno, in realtà, non è affatto inusuale: è lo stesso che si osserva sulle ringhiere d’inverno e sui coperchi delle pentole, dove il vapore si trasforma in goccioline d’acqua. Carrier non ha inventato il sistema di raffreddamento, già sviluppato nel corso dell’Ottocento e in uso soprattutto all’industria del ghiaccio, ma ha saputo adattarlo in modo pratico e sicuro alla scala di un intero edificio. Da allora Carrier fondò un’azienda ancora oggi attiva nel campo della refrigerazione e i sistemi di aria condizionata si sono diffusi in tutto il mondo. 

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  • ©OFF THE FENCE

Il principio fisico

Il principio di funzionamento dell’aria condizionata di Carrier è lo stesso che usiamo oggi e si basa sull’idea di trasferire all’esterno il calore presente in una stanza. Il calore viene infatti assorbito dal fluido refrigerante, che evapora all’interno di un circuito chiuso, proprio come il sudore evapora dalla nostra pelle contribuendo a raffreddare il corpo. Il refrigerante circola fino all’unità esterna, dove cede il calore, si raffredda e torna allo stato liquido. Per poter funzionare, il sistema necessita di un compressore per aumentare la pressione del gas e di una valvola di espansione per ridurre quella del liquido. 

L’aria condizionata e la salute

Molti di noi lamentano di sentirsi acciaccati dopo essere stati esposti a lungo all’aria condizionata, con sintomi come mal di gola o tosse. In realtà, già dagli anni Cinquanta gli esperti hanno escluso che l’aria condizionata possa causare direttamente una malattia, perché per sviluppare un’infezione è necessaria la presenza di agenti patogeni come batteri o virus. Eppure, in un’apparente contraddizione, gli studi hanno sistematicamente rilevato che molte persone accusano disturbi dopo aver trascorso molto tempo in ambienti raffreddati artificialmente.

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Secondo i ricercatori, la causa è più probabilmente legata ad altri fattori presenti insieme all’aria condizionata, come una scarsa ventilazione con aria esterna, polvere e residui chimici rilasciati da mobili o tappeti. Chi passa molte ore in un ufficio climatizzato deve quindi fare i conti anche con la qualità dell’aria e non solo con la sua temperatura. Tra le infezioni più gravi che possono sorgere come conseguenza di ambienti con poca aria fresca, il caso più noto è probabilmente quello della legionellosi, causata dal batterio Legionella pneumophila, che può proliferare negli impianti in cui è presente acqua stagnante o non adeguatamente mantenuta. Il contagio non avviene da persona a persona, ma respirando minuscole goccioline d’acqua contaminate. 

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La potenziale presenza di patogeni nelle condutture e nei filtri, però, non è l’unico problema che può emergere. Molte persone infatti lamentano problemi come mal di gola, tosse secca o bruciore agli occhi, sintomi che ricordano l’inizio di un raffreddore ma che, nella maggior parte dei casi, scompaiono rapidamente. Ad esempio accade dopo un lungo viaggio in aereo, oppure dopo una giornata al centro commerciale. Questo spesso è dovuto a un livello di umidità troppo basso, perché l’aria secca tende a disidratare le mucose del naso, della gola e degli occhi, irritandole e riducendo in parte la loro funzione protettiva. Naturalmente però, l’aria condizionata non va demonizzata e può essere un grande aiuto per il benessere di tutti, in particolare delle persone più a rischio, come gli anziani e chi soffre di problemi cardiovascolari. 

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