L’esercito svizzero punta su investimenti destinati alla difesa contro le minacce più probabili, rafforzando in particolare la difesa aerea, e la protezione di reti e sistemi critici. Lo ha di recente reso noto il Consiglio federale, adottando le relative linee guida.
Ma se il responsabile del Dipartimento della difesa, Martin Pfister, avrebbe voluto spingersi oltre con gli acquisti, in seno all’esecutivo federale c’è invece chi vorrebbe mettere fuori servizio l’intera flotta di carri armati. È quanto sta filtrando sui media, con documenti ottenuti grazie alla legge sulla trasparenza.
Alcuni giorni fa era emersa la notizia relativa all’acquisto di un secondo sistema di difesa terra-aria, da effettuare rapidamente e spendendo cinque miliardi di franchi. Una proposta avanzata da Pfister che è però stata bocciata dagli altri membri del Consiglio federale.
Un altro sacrificio, lo ha riferito venerdì il Blick, riguarda la riduzione degli investimenti per la difesa da un attacco su vasta scala. Scenderanno, secondo le linee guida adottate, al 20% con l’80% che sarà dedicato alla difesa dei cieli, all’impiego di droni e alla protezione di reti e sistemi critici. Ma almeno altri due dipartimenti avrebbero voluto tagliare di più, con la messa fuori servizio - appunto - di tutti i carri armati dell’esercito.
Lo avevano proposto, in consultazione, il Dipartimento dell’economia di Guy Parmelin e soprattutto il Dipartimento di polizia e giustizia di Beat Jans. Secondo quest’ultimo, addirittura non ci sarebbe alternativa, non fosse altro che per questioni finanziarie. In precedenza ci aveva fra l’altro pensato anche il Dipartimento dell’interno di Elisabeth Baume-Schneider a mettere in dubbio i piani di Pfister riguardo, in questo caso, all’espansione della flotta di aerei.
La soluzione infine sortita per le truppe di terra - una sorta di compromesso - comporterà la rinuncia a sostituire uno a uno i sistemi d’arma pesanti. Si continuerà quindi ad avere una difesa da un attacco su vasta scala, aspetto però anch’esso criticato. È uno scenario “molto poco realistico”, scriveva il Dipartimento di giustizia e polizia “Si pensa a un’invasione come in Ucraina” chiedeva. “La Russia dovrebbe trovarsi ai nostri confini. O a cos’altro si pensa?”.

La Svizzera e i droni da difesa
Telegiornale 18.05.2026, 20:00








