Svizzera

Crans-Montana, l’Italia si prepara a chiedere di costituirsi parte civile

L’Avvocatura di Stato ha dato il via libera, ora serve l’autorizzazione del Governo – Ma la domanda ha scarse probabilità di essere accolta

  • Ieri, 21:52
  • Ieri, 21:58
Il bar Le Constellation di Crans-Montana fotografato lo scorso 1° aprile

Il bar Le Constellation di Crans-Montana fotografato lo scorso 1° aprile

  • Keystone
Di: ludoC 

L’Avvocatura di Stato italiana ha dato il via libera per chiedere di costituirsi parte civile in Svizzera nel procedimento penale sulla tragedia di Crans-Montana, dove nella notte di Capodanno sono morte 41 persone, perlopiù giovanissime, a causa dell’incendio scoppiato nel bar Le Constellation. Fra le vittime, sei erano italiane, tutte minorenni.

L’obiettivo di questa richiesta è di ottenere un risarcimento. La notizia è stata anticipata venerdì sera dal TG3 della RAI, secondo cui manca ora soltanto l’autorizzazione del Governo.

Stando a quanto riportato dalla RAI, nel corso di una riunione l’avvocata generale Gabriella Palmieri Sandulli ha incontrato i legali delle famiglie delle vittime italiane per discutere come finalizzare e depositare l’atto di costituzione di parte civile, previa autorizzazione di Palazzo Chigi. Per fare da tramite è già stato scelto un avvocato svizzero.

La stessa Avvocatura di Stato riconosce però la complessità della procedura, dal momento che l’evento non è avvenuto sul territorio italiano.

Scarse le possibilità che la richiesta venga accolta

La richiesta italiana, infatti, ha scarse possibilità di essere accolta. Come aveva spiegato alla RSI l’avvocato Paolo Bernasconi, ex procuratore pubblico e già professore di diritto penale, il diritto processuale penale svizzero prevede che per essere ammessi come accusatore privato occorre aver subito un danno diretto. Un requisito che anche il Tribunale federale applica in modo rigoroso.

Nella stessa inchiesta, del resto, anche il Comune di Crans-Montana si è visto respingere un’analoga richiesta: pur avendo subito un danno reputazionale pesante, si tratta di un danno indiretto, aveva sottolineato Bernasconi. Secondo l’avvocato, lo stesso ragionamento vale per il Governo italiano e il Ministero pubblico del Canton Vallese respingerebbe con ogni probabilità la domanda.

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Telegiornale 14.04.2026, 20:00

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