L’uomo che il 2 gennaio aveva ucciso tre persone e ne aveva ferite altre due a Daillon, in Vallese, aveva in casa un vero e proprio arsenale. La sua esistenza è confermata anche dal Ministero pubblico cantonale.
Non si tratterebbe solo di un moschetto e di un fucile, scoperti in una perquisizione già l’indomani del dramma, ma anche di un’altra decina di armi da fuoco, alcune delle quali militari, e di un panzerfaust, un tubo lanciarazzi anticarro monouso. Lo rivela il sito della televisione romanda, ricordando che l’inchiesta sulla strage giunge oggi al termine, dopo 12 mesi. Entro la fine della settimana, alle parti sarà trasmesso un primo rapporto.
La procura attende ancora soltanto un’ultima analisi balistica e una seconda perizia psichiatrica. L’autore del triplice omicidio, un 33enne, si trova in detenzione preventiva a Sion. Il processo dovrebbe tenersi il prossimo anno.
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