Svizzera

Dazi, nessun accordo trovato tra Svizzera e USA

Il presidente della Confederazione Guy Parmelin, al termine dei colloqui a Washington non ha potuto annunciare novità sostanziali

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Il presidente della Confederazione Guy Parmelin

Il presidente della Confederazione Guy Parmelin

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Di: ATS/AFP/Swing 

Il presidente della Confederazione Guy Parmelin non ha potuto annunciare, da Washington, alcuna svolta nei negoziati doganali con gli Stati Uniti. Berna sta insistendo con forza per una proroga dell’accordo concluso lo scorso novembre, ha dichiarato.

L’incontro con il rappresentante americano per il commercio Jamieson Greer si è svolto in un clima amichevole, ha commentato il politico vodese durante una conferenza stampa. Gli ha consegnato una dichiarazione che illustra come la Svizzera intenda attuare la dichiarazione d’intenti congiunta stipulata con gli Stati Uniti.

Oltre all’abolizione dei dazi doganali su una serie di prodotti statunitensi, il Consiglio federale intende adottare misure su «diversi temi concordati nell’ambito di questa dichiarazione», ovvero gli organismi di valutazione della conformità, i dispositivi medici, le autovetture e gli appalti pubblici. Tali misure riguardano il riconoscimento agevolato delle norme statunitensi in questi settori, ha precisato il governo.

«Un accordo è un accordo»

Parmelin ha dichiarato di aver spiegato a Greer che la Svizzera ha rispettato e attuato rapidamente tutte le concessioni previste in questo testo, che scade alla fine di luglio. «Siamo un partner affidabile: quando prendiamo un impegno, lo rispettiamo. È ciò che ci aspettiamo anche dagli Stati Uniti: un accordo è un accordo», ha affermato il ministro dell’economia. I negoziati proseguono nel tentativo di raggiungere una soluzione condivisa.

Il presidente della Confederazione non è tuttavia riuscito a ottenere dai rappresentanti statunitensi l’impegno a continuare a rispettare l’accordo. Inoltre, la Svizzera non è ancora al riparo dalle indagini avviate dagli Stati Uniti ai sensi della sezione 301 della legge statunitense sul commercio. Queste denunce sono state presentate dall’amministrazione Trump dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti ha giudicato illegali i dazi doganali introdotti nella primavera del 2025. Esse mirano a «pratiche commerciali ritenute sleali».

Queste indagini riguardano le «eccedenze strutturali di capacità» nella produzione industriale e la lotta contro il lavoro forzato. Gli Stati Uniti minacciano quindi di imporre dazi doganali supplementari che potrebbero raggiungere il 12,5%. Accuse che Parmelin ha nuovamente respinto con fermezza.

Nell’interesse degli esportatori statunitensi

Secondo il ministro elvetico, Greer ha annunciato che per il momento non imporrà alcun dazio supplementare nei confronti della Svizzera. Berna continuerà a essere trattata nell’ambito della clausola della nazione più favorita. I dazi doganali supplementari non devono superare i limiti concordati nella dichiarazione congiunta, ovvero il 15% in totale. «Finora gli Stati Uniti hanno rispettato i propri impegni, così come noi abbiamo rispettato i nostri. È su questa base di reciprocità che stiamo negoziando», ha sottolineato Parmelin.

Le discussioni mirano a «garantire che la dichiarazione comune continui ad applicarsi e sia rispettata così come è attualmente in vigore, conformemente a quanto concordato. Ciò significa dazi doganali con un tetto massimo del 15%, spese incluse, e un trattamento equivalente a quello riservato ai nostri principali concorrenti», ha aggiunto. Secondo lui, gli esportatori statunitensi hanno ampiamente approfittato di queste nuove opportunità. Inoltre, sono attualmente in corso investimenti svizzeri del settore privato volti a sostenere la reindustrializzazione degli Stati Uniti.

Il presidente della Confederazione si trova, questa settimana, negli Stati Uniti. È previsto che visiti aziende svizzere che investono negli Stati Uniti, ma anche aziende statunitensi che investono in Svizzera. Intende così sottolineare l’impegno della Confederazione a favore della cooperazione.

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Notiziario 05.00 del 30.06.2026

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