Un ex dirigente di Credit Suisse si è dichiarato non colpevole davanti a un tribunale di New York dove è accusato di gravi manipolazioni contabili durante la crisi dei subprime.
L'uomo, di cittadinanza britannica e statunitense, è stato arrestato 6 mesi fa a Londra e poi estradato negli Stati Uniti. Due suoi colleghi, fermati per lo stesso motivo, hanno ammesso le loro responsabilità.
I tre erano stati licenziati nel 2008 dopo la scoperta della frode. La banca elvetica si era vista costretta ad operare rettifiche di valore per 2,65 miliardi di dollari.






