Il Comune di Crans-Montana ha ritirato la sua richiesta di costituirsi parte civile per quanto riguarda l’incendio avvenuto nel bar Le Constellation a Capodanno. Lo rivela la RTS, spiegando che questa decisione è arrivata dopo che la procuratrice vallesana aveva informato il Municipio che intendeva negargli questa possibilità.
Dal fascicolo penale ottenuto dal Polo d’inchiesta della RTS, risulta che la rappresentante del Ministero pubblico vallesano non intendeva accogliere la richiesta del Comune. Il 5 gennaio aveva infatti scritto all’avvocato del Comune di voler “negare al Comune di Crans-Montana la qualità di parte civile, visto che agisce in quanto autorità incaricata di salvaguardare gli interessi pubblici”.
Dopo aver ricevuto la comunicazione della Procura, l’avvocato del Comune aveva scritto al Ministero pubblico: “Vi informo che, per rispetto delle vittime, e indipendentemente da ogni considerazione giuridica, il comune di Crans-Montana ritira la sua richiesta di costituirsi parte civile”. Questo significa che il Comune non potrà chiedere agli imputati delle indennità per l’eventuale torto subito.
Una richiesta che aveva provocato indignazione
Due giorni dopo la tragedia del 1° gennaio, che ha causato 40 morti, il Municipio di Crans-Montana aveva annunciato di aver preso “la decisione unanime” di costituirsi parte civile nel procedimento penale. Lasciando così intendere di considerarsi una vittima in questo caso. L’annuncio aveva provocato indignazione, soprattutto in quanto il Comune aveva riconosciuto di non aver effettuato i controlli nel bar durante il periodo dal 2020 al 2025.
Il Comune chiede di essere parte nel procedimento
Nonostante aver ritirato la richiesta di essere parte civile, Crans-Montana vuole essere parte del procedimento giudiziario in corso. Le motivazioni dell’avvocato Gaspard Couchepin sono due. La prima è che il gestore del Constellation avrebbe commesso delle infrazioni che riguardano la legislazione sulle costruzioni. Il gestore, si legge nel documento inviato dall’avvocato, “avrebbe illegalmente allestito un fumoir vicino all’uscita di sicurezza”, “avrebbe bloccato la porta di sicurezza del seminterrato”, e avrebbe in particolare “ridotto la larghezza della scala che collega il piano terra al seminterrato” senza autorizzazione.
L’avvocato del Comune fa valere anche il punto che riguarda la vendita di bevande alcoliche. Il gestore, scrive Couchepin, “non ha controllato l’età delle persone presenti nel Constellation”.
Spetta ora alla Procura decidere se il Comune di Crans-Montana possa avere o meno la qualità di parte del procedimento.

Gli aggiornamenti sulla tragedia di Crans-Montana
Telegiornale 11.01.2026, 20:00










