Il Consiglio degli Stati, contrariamente al Nazionale , non vuole affossare definitivamente l’accordo sull’imposizione delle successioni negoziato con la Francia. Stamani (martedì) l’opzione è stata scartata con 35 voti contro 4, ma per la maggioranza il Governo deve rinegoziare i termini dell’intesa.
Così come è non va bene: in particolare ai cantoni romandi, non va giù che la tassazione sia determinata dal domicilio dell’erede e non più da quello del defunto. Il trattato è visto come una capitolazione di fronte alle pressioni di Parigi. Rispetto alla situazione in vigore, peggiorerebbe sia la situazione degli svizzeri residenti in Francia che dei francesi che vivono nella Confederazione.
Eveline Widmer-Schlumpf ha perorato invano la causa di un “sì” alla convenzione: l’alternativa, ha detto, “è un vuoto giuridico”. La Francia non vorrà rinegoziare: era stata Berna a volersi sedere attorno a un tavolo, dopo che la controparte aveva è annunciato l’intenzione di disdire l’accordo sulla doppia imposizione in vigore dal 1953. Se questo accadesse, 180'000 cittadini elvetici residenti oltre confine rischierebbero di vedersi tassare due volte. Il testo torna alla Camera bassa: se dovesse rifiutare di nuovo l’entrata in materia, finirebbe definitivamente in un cassetto.
ATS/pon
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RG 12.30 - Il servizio di Johnny Canonica
RSI Info 18.03.2014, 13:52







