Il pedagogista zurighese Jürg Jegge, che sei mesi fa ammise atti sessuali con minorenni avvenuti quasi cinquant’anni fa, non finirà in carcere. L’indagine nei suoi riguardi dovrebbe infatti chiudersi con un non luogo a procedere, visto che i reati da lui commessi sono prescritti e non si sono trovate nuove prove o vittime degli abusi ancora in vita intenzionate a testimoniare in tribunale contro di lui.
L’uomo, molto noto oltre San Gottardo per il suo ruolo cardine nell’ambito della pedagogia, è stato chiamato in causa dalla procura di Zurigo dopo la pubblicazione di un libro di un suo ex allievo, che lo accusa appunto di avere abusato di lui in tenera età. Tuttavia, gli eventi citati nel testo erano ormai ampiamente prescritti e l’inchiesta si orientò verso la ricerca di reati che fossero ancora perseguibili.
Non avendo trovato nulla i magistrati saranno costretti ad archiviare l’inchiesta, il che avverrà nelle prossime settimane se non si troveranno prove concrete più recenti per portare in giudizio Jegge.
SRF/EnCa




