La situazione a Ginevra rimane tesa. Lo stato di allerta è mantenuto. Lo ha dichiarato Pierre Maudet, consigliere di Stato responsabile della sicurezza, aggiungendo che, a 12 giorni dal Natale, con tutti i cittadini che corrono ai negozi per gli ultimi regali, è necessario avere un elevato livello di sicurezza. Lo stesso domenica ha replicato alle critiche del Ministero pubblico della Confederazione respingendo l'accusa che il cantone avrebbe agito indipendentemente.
Ginevra, sotto pressione da più giorni, ha ricevuto aiuto dalla Francia che ha messo a disposizione 100 gendarmi per aumentare i controlli alla frontiera: 50 vicino all'aeroporto e altrettanti ad Annemasse-Saint-Julien. "È molto importante per noi, perché ci dà la possibilità di avere più controlli", ha affermato Pierre Maudet. "Potremmo chiedere aiuto anche ai cantoni limitrofi, ma, per quanto possibile, vorremmo evitare questa soluzione", ha continuato il consigliere di Stato a poche ore dal corteo storico dell'Escalade (celebra la vittoria del 1602 sui savoiardi) svoltosi regolarmente ma tra misure di sicurezza eccezionali.
Arresto per caso
Intanto sono emersi ulteriori dettagli sull'arresto di venerdì pomeriggio dei due uomini di origine siriana. Secondo Le Matin Dimanche, infatti, i due avrebbero bucato la gomma del veicolo poco prima di essere fermati e, inoltre, giovedì avrebbero alloggiato in un albergo nei pressi del confine franco-ginevrino.
Armi da guerra nell'arsenale sequestrato
Durante una conferenza stampa tenutasi sabato pomeriggio, il procuratore generale di Ginevra Olivier Jornot ha affermato che giovedì sera la polizia ginevrina ha scoperto un "arsenale impressionante". Ebbene, ora è noto anche da che armi era composto: nell'abitazione dell'uomo simpatizzante di estrema destra gli agenti hanno trovato armi da guerra, tra cui kalachnikov AK-47, un fucile a pompa, alcune mitragliette, un fucile d'assalto M16 e una trentina di moschetti 31.
ATS/ads






