Svizzera

Radar meteo a rischio per i tagli federali

MeteoSvizzera deve fare nuovi sacrifici nel 2027: alcuni radar hanno già vent’anni e il loro rinnovo è sospeso per mancanza di fondi – Il direttore Uhlenbrook: “Previsioni potenzialmente meno precise”

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Per poco, ma è stato battuto un record che durava da 80 anni
04:14

I tagli federali sulle previsioni meteorologiche

SEIDISERA 13.07.2026, 18:00

  • keystone
Di: SEIDISERA-Anna Valenti/dielle 

Quando un temporale esplode sopra una valle alpina, quando la grandine si forma in pochi minuti o quando una nube temporalesca cresce all’improvviso, c’è un’unica tecnologia che vede tutto prima di chiunque altro: i radar di MeteoSvizzera. Queste cinque stazioni distribuite sul territorio svizzero monitorano infatti l’atmosfera ogni cinque minuti e sono fondamentali per prevedere temporali, piogge intense e grandine. Ma questa rete, fondamentale per la sicurezza del paese, oggi è esposta a rischi. La causa? Il pacchetto di risparmi 2027 della Confederazione.

Intervistato da SEIDISERA, Stefan Uhlenbrook, direttore di MeteoSvizzera, conferma che negli ultimi anni tutti gli uffici federali hanno subito tagli trasversali del 7-8% del loro budget. Per il 2027 MeteoSvizzera dovrà fare nuovi sacrifici. “Per un servizio che deve funzionare 24 ore su 24, sette giorni su sette, ogni percentuale in meno pesa di più che altrove”, sottolinea il direttore.

La struttura di MeteoSvizzera è già snella, con pochi collaboratori tutti impegnati nelle osservazioni, misurazioni e creazione di modelli. Ridurre il personale non è realistico e si punta quindi piuttosto su più automazione e ottimizzazione degli strumenti.

I radar vecchi e la precisione delle previsioni a rischio

Il problema principale riguarda i radar meteorologici. Il loro ciclo di vita è di 15-20 anni, poi vanno sostituiti o aggiornati. E alcuni hanno già raggiunto i vent’anni d’età: “Se uno si ferma la rete regge, ma se se ne fermano due la capacità di prevedere fenomeni estremi in maniera puntuale e precisa si riduce drasticamente”, avverte Stefan Uhlenbrook.

Il rinnovo dei radar è attualmente sospeso per mancanza di fondi e, oltre al rischio di previsioni meno precise, c’è anche una maggiore probabilità di perdita di dati. I radar sono infatti fondamentali: i loro dati alimentano modelli e applicazioni, sono un pilastro per l’informazione diretta agli utenti e costituiscono la base della catena di allerta meteo.

Il direttore riconosce che il sistema svizzero è eccellente rispetto ad altri Paesi, ma sottolinea anche la necessità di migliorarlo continuamente. “Servono sistemi di rilevamento più efficaci, migliore collaborazione lungo la catena di allerta e l’introduzione del cell broadcast, la comunicazione tramite messaggi telefonici per raggiungere tutti i cittadini”, conclude Uhlenbrook.

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