Svizzera

Rogo di Crans-Montana: “Sembrava una scena di guerra”

David Vocat, comandante dei pompieri, racconta i minuti che hanno segnato la tragedia e risponde alle critiche sul presunto ritardo dei soccorsi

  • Ieri, 12:24
  • Ieri, 16:52
David Vocat, comandante dei Pompieri

David Vocat, comandante dei Pompieri

  • Keystone
Di: Radiogiornale-Aron Guidotti/AC 

A Crans-Montana domenica si è celebrata una messa, seguita da una processione in ricordo delle vittime rimaste uccise nel rogo scoppiato la notte di Capodanno. Un momento di raccoglimento che, tuttavia, ha lasciato spazio anche a critiche rivolte ai soccorritori.

David Vocat, comandante dei pompieri, ai microfoni del Radiogiornale ripercorre quei drammatici momenti. “Eravamo in caserma e quella notte tutto era tranquillo. Stavamo per andare a casa, poi alle 1.35 è arrivato l’allarme”, racconta.

“Ho chiamato immediatamente la polizia cantonale chiedendo di predisporre due elicotteri per anticipare la situazione. Quando sono arrivato sul posto, sembrava una scena di guerra. Molti giovani stavano aiutando a far uscire le persone dal locale”, prosegue.

Si sa che la temperatura, nel piano inferiore del locale, è aumentata velocemente. “Quando siamo arrivati, il flashover aveva già trasformato tutto in calore e fumo. Le fiamme hanno bruciato la gente e noi abbiamo tirato fuori le persone, con i giovani che ci aiutavano. Abbiamo fatto tutto in un tempo relativamente veloce”, aggiunge.

Le critiche, tuttavia, riguardano il presunto ritardo dei soccorsi. “In condizioni normali, l’attesa è di 20-25 minuti prima che il primo camion arrivi sul posto. Quella sera eravamo in caserma per un turno di picchetto, ma normalmente siamo a casa perché non siamo professionisti. In Svizzera è così”, precisa.

Un evento che ha lasciato ferite profonde, che potranno guarire – o rimarginarsi – solo con il tempo e con un adeguato supporto psicologico. “Degli psicologi sono venuti ad aiutarci. I miei uomini hanno cercato di fare il massimo per salvare vite e ora hanno bisogno di riposo e aiuto”, conclude Vocat ricordando il trauma vissuto dai soccorritori.

02:41

Radiogiornale delle 12:30 del 05.01.2026 - Il servizio di Aron Guidotti

RSI Info 05.01.2026, 12:35

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