Circa 1’000 persone hanno partecipato sabato a due manifestazioni contro l’obbligo vaccinale previsto in un disegno di legge del governo.
La prima manifestazione era organizzata dal movimento Mass-Voll, nato durante la pandemia di Covid-19 in particolare proprio per lottare contro la discriminazione di chi si opponeva alla vaccinazione. Insieme a loro hanno sfilato numerosi membri del gruppo di estrema destra Junge Tat.
Prima che tale manifestazione potesse mettersi in moto, dopo le 12 alla stazione ferroviaria si è verificata un’azione di disturbo, ha riferito una portavoce della polizia comunale all’agenzia di stampa Keystone-ATS. Il gruppo Ostschweiz Nazifrei (Svizzera orientale senza nazisti) aveva indetto una contromanifestazione non autorizzata.
Secondo le prime stime della polizia, alla dimostrazione di Mass-Voll hanno partecipato circa 600 persone, alcune delle quali impugnavano alabarde. Per motivi di sicurezza, la polizia sul posto ha revocato l’autorizzazione di manifestare.

Nicolas Rimoldi, presidente di Mass-Voll, guida i manifestanti, impugnando un'alabarda
A quel punto, i dimostranti hanno sfondato un cordone di polizia e hanno iniziato una marcia attraverso il centro storico con striscioni e gridando, in francese, “Liberté!”. Qui si sono verificati alcuni scontri. La polizia ha utilizzato gas lacrimogeni per impedire scontri tra i gruppi antagonisti.
Successivamente è partita una seconda manifestazione, autorizzata, attraverso il centro storico di San Gallo, promossa da un movimento chiamato Meine Entscheidung (la mia decisione). I circa 400 partecipanti a questa manifestazione scandivano slogan come “Pace, libertà, sovranità”.

I manifestanti di Meine Entscheidung
San Gallo vuole l’obbligo vaccinale nella legge
Il Canton San Gallo intende inserire esplicitamente nella propria legge sanitaria la possibilità di imporre l’obbligo di vaccinarsi in caso di pandemia. La revisione legislativa permetterebbe alle autorità di obbligare determinati gruppi di popolazione, categorie professionali o persone particolarmente esposte al rischio a sottoporsi al vaccino qualora vi sia un pericolo considerevole.
La base giuridica richiamata è la legge federale sulle epidemie (LEp), il cui articolo 22 attribuisce ai Cantoni la facoltà di decretare vaccinazioni obbligatorie per gruppi specifici. Il progetto prevede inoltre sanzioni: chi rifiutasse potrebbe incorrere in una multa fino a 20’000 franchi. Il Gran Consiglio dovrebbe esaminare il testo nella seconda metà del 2026.
Critiche alla possibilità di una vaccinazione obbligatoria non provengono soltanto dalla piazza, ma anche dal parlamento cantonale. Il deputato UDC Damian Gahlinger ha definito la modifica “scandalosa” e ha chiesto al Consiglio di Stato di precisare quali persone potrebbero concretamente essere obbligate alla vaccinazione.
Va ricordato che, in circostanze particolari, disposizioni simili esistono già in altri Cantoni.

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Notiziario 14.02.2026, 16:00
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