Svizzera

San Gallo, progetto per una nuova moschea

La comunità musulmana-albanese assicura trasparenza e parla di un progetto necessario per i fedeli ma una parte della politica è contraria alla realizzazione del luogo di culto

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Polemica sulla nuova moschea a San Gallo

Telegiornale 15.04.2026, 20:00

Di: Telegiornale - Davide Paggi / M. Ang. 

Mille metri quadrati per 15 milioni di franchi. Sarebbero queste le dimensioni e il costo della moschea che la comunità musulmana-albanese di San Gallo vorrebbe realizzare. Per ora la moschea è solo un progetto. Andrebbe a rimpiazzare quella attuale, troppo piccola ormai per accogliere tutti i fedeli.

Finanziamento tramite donazioni

“Vogliamo far vedere cosa facciamo all’interno della nostra moschea, come preghiamo, come ci incontriamo, la trasparenza per noi è importante - spiega al Telegiornale della RSI Mehas Aljia, imam della moschea “El-Hidaje” -. “Il denaro per finanziarla arriverà da donazioni online, abbiamo organizzato serate per raccogliere fondi. È importante sapere che non arriveranno soldi e condizionamenti dall’estero”.

L’UDC presenta un atto parlamentare

All’UDC queste spiegazioni non convincono, per questo il partito ha presentato un atto parlamentare in Gran Consiglio, dove si chiede di fare chiarezza. “Temiamo strutture e leggi parallele, finanziamenti dall’estero, influenze di un islam radicale e che non si rispettino i valori svizzeri, che non si parli più tedesco, che non ci si dia più la mano e che qui girino ragazze col velo. Vogliamo sapere da dove arriva il denaro, come si assicura che non ci sia un’influenza da parte dell’islam fondamentalista”, dice Christian Vogel, gran consigliere UDC-SG.

I socialisti: l’UDC vuole sfruttare le paure della popolazione per raccogliere consensi

Secondo i socialisti di San Gallo, l’UDC vuole solo sfruttare le paure della popolazione per raccogliere consensi. “L’imam ha detto che il finanziamento avviene grazie ai fedeli qui in Svizzera e non dall’estero e che si distanzia dall’islam radicale. La comunità musulmana di San Gallo esiste dall’inizio degli anni ‘90; gestisce uno spazio di preghiera e di incontro e non ci sono mai stati problemi. È gente che vive, lavora, va a scuola qui. Trovo che quello che viene fatto dall’UDC sia offensivo, perché sono persone integrate”, sottolinea Alexandra Akeret, granconsigliera PS-SG.

La moschea di San Gallo – pur essendo ancora sulla carta - è già diventata un tema politico.

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