Svizzera

Spesa sanitaria, le industrie contestano gli sconti sui farmaci

Le riduzioni, messe in consultazione dal Consiglio federale, piacciono a consumatori e casse malati ma non alle farmaceutiche. Temono ripercussioni legate anche ai negoziati sui dazi con Trump

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Radiogiornale del 20.02.2026 Il servizio di Anna Valenti

RSI Info 20.02.2026, 13:06

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Di: Radiogiornale - Anna Valenti / M. Ang. 

Le misure messe in consultazione dal Consiglio federale per ridurre la spesa sanitaria, attraverso sconti sui farmaci, piacciono a consumatori e casse malati. Le industrie farmaceutiche, invece, le contestano e chiedono di rallentare, per evitare ripercussioni negative sulla Svizzera, legate anche ai negoziati sui dazi con gli Stati Uniti. 

Delle cinque misure individuate dal Consiglio federale, la più incisiva è l’introduzione di sconti fino al 40% sui farmaci più costosi. Si spera così in risparmi per 350 milioni di franchi all’anno, tra 35 e 40 franchi l’anno per assicurato. La cosa è accolta con favore da Prio.swiss, associazione degli assicuratori delle casse malati, che considera gli sconti uno strumento chiave per abbassare i prezzi dei medicamenti svizzeri, tra i più alti d’Europa. Di parere opposto, invece, l’industria farmaceutica. Interpharma contesta soprattutto la tempistica del Consiglio federale, che ha ignorato totalmente il nuovo contesto internazionale, spiega Interpharma. “La situazione, infatti, è cambiata notevolmente con la nuova politica tariffaria degli Stati Uniti, che potrebbe avere ripercussioni sulle immissioni nel mercato svizzero di nuovi farmaci”. Tradotto: un abbassamento dei prezzi in Svizzera potrebbe implicare ulteriori pressioni da parte dell’amministrazione Trump, che vuole ridurre massicciamente il costo dei farmaci negli USA e farli aumentare in Europa.

Secondo Interpharma, prezzi più bassi in Svizzera implicherebbero maggiori pressioni sulle industrie farmaceutiche elvetiche e dunque rischi di ritorsioni da parte di Trump sui negoziati relativi ai dazi. Inoltre, per non compromettere il redditizio mercato statunitense, le industrie farmaceutiche potrebbero rallentare o cancellare l’introduzione di nuovi medicamenti in Svizzera. La richiesta di Interpharma è dunque di rallentare la procedura federale: aspettare le conclusioni del gruppo di lavoro sul settore farmaceutico avviato proprio dalla Confederazione in vista dei negoziati con gli Stati Uniti.

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Farmaci, Trump annuncia un accordo

Telegiornale 20.12.2025, 20:00

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