Le Olimpiadi di Milano Cortina sono entrate nel rush finale. Anche in Svizzera c’è chi, nel 2038, vorrebbe organizzare giochi decentralizzati, come è stato in Italia, puntando su impianti sportivi già esistenti. La presidente di Swiss Olympic, l’ex consigliera federale Ruth Metzler-Arnold, in questi giorni ha visitato tutte le aree di gara per capire cosa rifare e cosa invece evitare in futuro.
“Da quello che ho visto, e da quello che mi ha riferito il capo delegazione Ralph Stöckli, l’organizzazione è buona. Certo, ci sono sempre cose che si possono migliorare, penso ad esempio che occorra ripensare la consegna delle medaglie, che non dipende dagli organizzatori ma dal Comitato olimpico. Le medaglie vengono infatti assegnate direttamente dopo la gara e non sulla piazza con una festa. Questa cosa manca sia agli atleti che al pubblico”.
Le Olimpiadi invernali italiane volevano essere sostenibili e a costo zero, poi però i costi sono esplosi e si sono realizzate nuove infrastrutture. E’ possibile fare dei giochi sostenibili allora?
“In Svizzera, con il nostro concetto di giochi diffusi e grazie alla nostra infrastruttura di trasporti pubblici abbiamo dei vantaggi, rispetto al sistema di bus di queste Olimpiadi. Per la candidatura svizzera puntiamo su impianti esistenti e quindi il budget di 2,2 miliardi verrà rispettato. Se si considerano le Olimpiadi del passato si nota che i costi sono aumentati quando si sono costruiti impianti nuovi”.







