Svizzera

Una tavola rotonda per le vittime di Crans-Montana

Laurent Kurth coordina l’iniziativa del Consiglio federale per trovare un accordo extragiudiziale dopo l’incendio del Constellation

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"Le Constellation" bar e lounge: l'entrata del locale
04:31

Crans-Montana: parla l'ex consigliere Laurent Kurth

SEIDISERA 28.05.2026, 18:00

  • KEYSTONE/Jean-Christophe Bott
Di: SEIDISERA - Aron Guidotti / M. Ang. 

Dopo il rogo del bar Constellation di Crans-Montana, la Svizzera si è trovata a fare i conti con una tragedia senza precedenti. Per questo, il Consiglio federale ha deciso di istituire una tavola rotonda con l’obiettivo di trovare un accordo extragiudiziale per riparare i danni subiti dalle vittime. Ed evitare così, dopo il processo penale, una serie infinita di procedure civili.

A dirigere questa tavola rotonda è Laurent Kurth, ex consigliere di Stato del Canton Neuchâtel, intervistato dalla trasmissione radiofonica SEIDISERA della RSI.

Gli obiettivi della tavola rotonda

“Gli obiettivi della tavola rotonda partono dal presupposto che quando le vittime sono così tante c’è il rischio che i procedimenti giudiziari, in particolare quelli civili, si protraggono troppo a lungo e si intreccino tra di loro. Inoltre, poiché le vittime sono così tante e i responsabili relativamente pochi, c’è anche il rischio che alla fine non abbiano più soldi a sufficienza per risarcire tutti. Quindi l’idea è di avere allo stesso tavolo i rappresentanti delle vittime e coloro che possono contribuire a onorare il risarcimento dei danni: quindi le compagnie assicurative, le assicurazioni sociali, i rappresentanti del Comune di Crans-Montana e del Cantone”, sottolinea Laurent Kurth.

Il ruolo delle assicurazioni

Parlando di assicurazioni, sappiamo che per ora i 14 indagati sono tutti accusati di incendio, lesioni e omicidio colposi, per cui le assicurazioni, in caso di condanna, sanno che dovranno pagare. Siamo sicuri che parteciperanno, visto che per loro potrebbe essere più furbo aspettare il processo e sperare quindi nell’assoluzione dei propri clienti?

“È uno dei punti chiave di questa tavola rotonda. È importante che gli assicuratori accettino di impegnare risorse prima ancora di sapere se alcuni dei loro clienti saranno condannati penalmente. E per farlo devono avere un valido motivo”, spiega Laurent Kurth.

E quale sarebbe quindi questo motivo?

“Procedure più rapide sarebbero vantaggiose anche per le assicurazioni. Eviterebbero ingenti spese legali e lunghi procedimenti giudiziari. Se si raggiunge un accordo, possono liberare del personale e ci potrebbe essere un rischio finanziario minore dato dall’anticipazione. Ma questo è ancora da valutare”, dice Kurth.

La volontà di partecipare

Per ora c’è la volontà di partecipare da parte di tutti gli attori coinvolti o si è trovato davanti a no categorici?

“Nei colloqui che ho avuto finora ho riscontrato molta buona volontà e questo mi rende fiducioso. Forse è il caso di precisare una cosa: partecipare alla tavola rotonda non significa rinunciare al procedimento civile. I procedimenti civili continueranno normalmente finché non si raggiungerà un eventuale accordo finale, in cui le parti decidono volontariamente di rinunciare al giudizio. Quindi, partecipare ai lavori della tavola rotonda non limita in alcun modo i diritti delle vittime in sede civile”.

In Parlamento, quando si è discusso del contributo di solidarietà da parte della Confederazione, si è parlato di un rischio che ci si ritrovi con delle vittime di serie A (quelle di Crans-Montana) e vittime di serie B (tutte le altre). È il caso?

“Per me è esattamente il contrario. Quando ci sono così tante vittime coinvolte in una tragedia, non organizzare una tavola rotonda rischierebbe di peggiorare il loro trattamento rispetto a quello riservato alle vittime di casi più comuni. Il punto è semplice: se alla fine si ottiene una sentenza favorevole, ma mancano i mezzi per farla eseguire, quella decisione resta solo sulla carta. Oppure se un procedimento che dovrebbe durare 5 o 6 anni ne richiede 15 o 20, le famiglie restano intrappolate in un percorso infinito. E una famiglia che passa 15 anni in tribunale è una famiglia che non può dedicare le proprie energie a ricostruire la propria vita. La tavola rotonda serve proprio a evitare questo, non a ottenere privilegi. Ed è così che concepisco il mio ruolo di presidente”.

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