L'idea della clausola di salvaguardia ticinese ("Bottom up", con approccio ascendente, riferita al mercato del lavoro e basata sulla preferenza indigena) come via d'uscita nelle difficili trattative con l'UE sul 9 febbraio, fa un nuovo passo avanti. La Conferenza dei Governi cantonali ha infatti confermato oggi, venerdì, il suo interesse.
La Commissione istituzioni politiche del Nazionale, sulla base degli approfondimenti commissionati al professor Michael Ambühl — "padre" della clausola e incaricato di svilupparla a livello nazionale — potrebbe proporla come alternativa alla strategia del Governo.
"Bisognerà capire quanto questa sarà accettata dall'UDC", ha detto il deputato PPD Marco Romano ai microfoni della RSI (ascolta l'audio). Finora il partito di destra è stato chiaro: l'iniziativa del 9 febbraio va applicata con gli strumenti accettati in votazione, vale a dire i contingenti e preferenza alla popolazione indigena, anche se il modello ticinese non è passato inosservato in casa democentrista.
La deputata zurighese UDC Barbara Steinemann non lo respinge a priori: "Dobbiamo salvaguardare il nostro diritto e il nostro benessere, e questo potrebbe essere un punto di partenza per le trattative con Bruxelles.
CSI/px
CSI 18.00 del 27.05.2016 - Il servizio di Gian Paolo Driussi, da Berna
RSI Info 27.05.2016, 20:35
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