Si è chiuso, sul fronte penale, il primo dei due casi di caporalato al cantiere del Lac: quello che ha visto coinvolta la ditta Concrete. La vicenda non approderà infatti in appello. La sentenza di primo grado diventa così definitiva.
Il 31 ottobre scorso - ricordiamo - la Corte delle Assise correzionali di Lugano aveva fortemente ridimensionato le richieste formulate dal procuratore generale John Noseda, prosciogliendo uno dei tre imputati (l’amministratore della Concrete) e condannando a pene più miti gli altri due (il direttore della società e il caporale). Otto mesi di carcere la condanna inflitta loro; non per estorsione, ma per il reato – meno grave – di usura.
Resta aperto il primo filone, legato alla Ipi Industrial Plans. Due, ricordiamo, le persone sotto inchiesta: il titolare della Ipi e un impresario italiano. Le indagini sono tuttora in corso.
Francesco Lepori









