Delle oltre 50'000 firme per chiedere il rimborso dei premi di cassa malati pagati in eccesso, 6'200 vengono dal Ticino. Il bilancio della raccolta firme è stato presentato oggi in una conferenza stampa che si è tenuta alla Casa del Popolo di Bellinzona. E la consegna delle sottoscrizioni - provenienti anche da Vaud, Ginevra, Friburgo e Zurigo - era prevista per oggi a Berna .
La petizione chiede all'assemblea federale di approvare integralmente il modello di compensazione elaborato dal Consiglio federale. Recentemente, ricordiamo, la non entrata in materia sull'ipotesi di rimborso - e di un'altra soluzione suggerita dai direttori cantonali della sanità - da parte della commissione sanità della camera alta aveva scatenato un'ondata di proteste in molti cantoni.
A promuovere la raccolta, che è durata poche settimane, in Ticino sono stati il PS, il sindacato VPOD e l'Associazione dei consumatori (ACSI). "Ora auspichiamo che la levata di scudi contro la decisione iniziale della commissione degli Stati che non voleva occuparsi della questione, porti al più presto all'adozione di una soluzione equa", ha detto la segretaria generale dell'ACSI Laura Regazzoni Meli. "La petizione deve essere situata in un contesto di fallimento del modello in atto, che perpetua il finanziamento di una pletora di casse malati private", ha invece affermato il presidente socialista Saverio Lurati.
red
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L'obiettivo del PS
"Il nostro obiettivo, è inutile nasconderlo, è lo scardinamento del sistema attuale per permettere agli assicurati di disporre di un'assicurazione trasparente senza dovere, quasi ogni anno, preoccuparsi di cambiare cassa per evitare di essere munti da una cassa che l'anno precedente ha operato in regime di dumping delle quote e poi tenta di rifarsi dopo l'ennesimo fallimento". (Saverio Lurati).
La polemica
"Santésuisse non è per niente orientata sul piano dell'equità". (Bruno Cereghetti).
La convinzione dell'ACSI
"Restiamo convinti che una cassa malati unica e pubblica sia meglio che un sistema che deve essere continuamente rattoppato". (Laura Regazzoni Meli).








