Missiva per il governo ticinese. Il sindacato UNIA ha infatti inviato una lettera al Consiglio di Stato nella quale, prove alla mano, chiede di promuovere un incontro tra le parti, per discutere, o meglio ridiscutere, del rinnovo per il 1° gennaio 2016 del contratto normale di lavoro per l'industria delle apparecchiature elettriche.
Il sindacato, a supporto delle sue richieste, sottopone al CdS il caso di un’azienda di Stabio, attiva nella produzione di batterie per veicoli elettrici. Azienda che però non sembra essere a conoscenza della decisione di non rinnovare il contratto normale.
UNIA presenta pure altri due casi di altrettante aziende che avrebbero già deciso provvedimenti preventivi per abbassare i minimi retributivi al di sotto della sogli a fissata dal contratto. Per l’Associazione industrie ticinesi i salari minimi adotatti da due anni a questa parte dalle aziende attive nell'industria delle apparecchiature elettriche, ovvero 17 franchi e trenta all'ora, sono ormai un riferimento e i timori del sindacato ritenuti ingiustificati.
Quot/Red.MM
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