Benjamin Netanyahu fatica a restare al potere dopo le due elezioni inconcludenti di quest'anno (keystone)

"Un assist a Netanyahu"

Gli analisti commentano la decisione di Trump di non considerare più illegali gli insediamenti israeliani in Cisgiordania - L'UE non cambia politica

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Fa discutere la decisione statunitense di non considerare più illegali le colonie israeliane nei territori occupati in Cisgiordania. Una mossa, attraverso la quale, l'amministrazione del presidente Donald Trump ha cancellato, con un colpo di spugna, un parere legale su cui dal 1978 si era basata la politica americana.

"Netanyahu tirato fuori dall'angolo"

Secondo gli analisti la mossa, inaspettata, è una vittoria per il premier israeliano Benyamin Netanyahu, che fatica a restare al potere dopo le due elezioni inconcludenti di quest'anno (il 9 aprile e il 17 settembre), nonostante l'appoggio statunitense e dello stesso Trump. Ma è destinata a sollevare le critiche della comunità internazionale e l'ira dei palestinesi, tanto che l'ambasciata in Israele ha già avvisato gli americani che viaggiano a Gerusalemme, in Cisgiordania e a Gaza perché mantengano "un alto livello di vigilanza".

L'UE di traverso: "Gli insediamenti israeliani rimangono illegali"

Intanto l'Alto rappresentante UE, Federica Mogherini, ha invece confermato che la posizione di Bruxelles "sulla politica di insediamento israeliana nei territori palestinesi occupati è chiara e rimane invariata: tutte le attività di insediamento sono illegali ai sensi del diritto internazionale ed erodono la fattibilità della soluzione a due Stati e le prospettive di una pace duratura, come ribadito dalle Nazioni Unite con la risoluzione del Consiglio di sicurezza 2334". Il rischio ora è che il tanto atteso piano di pace USA per il Medio Oriente naufraghi completamente.

ATS/M. Ang.
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