La predica che non t'aspetti

C'è, in Turchia, su A9tv, un controverso telepredicatore, condannato dalla Direzione per gli affari religiosi di Ankara che però...

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Islam e minigonne, lotta a darwinismo e silicone. È un mix controverso quello che da anni il predicatore turco Adnan Oktar propone nel suo show quotidiano sul canale satellitare A9tv. Da un lato le discussioni sui precetti che dovrebbero seguire i veri musulmani, dall’altro alcune maggiorate dall’aspetto rifatto che gli danzano intorno poco vestite. Questo perché, secondo il telepredicatore, “nell'Islam, alle donne è permesso di indossare vestiti succinti. Tuttavia, se pensano di essere in pericolo, o oppresse, allora dovrebbero coprirsi”. Non tutto, però, è andato liscio. Contro di lui sono piovute accuse di manipolazioni dei suoi adepti, come in una setta. E la Direzione per gli affari religiosi di Ankara (Diyanet) lo ha condannato pubblicamente, multando il suo show, che per evitare la chiusura ha messo per il momento da parte le ballerine.

“Io rispetto l’autorità – replica Oktar – Invece di interferire con l'abbigliamento o le danze di un paio di ragazze, dovrebbe però concentrarsi sui veri grandi problemi: oggi più di 200mila turche vengono portate nei bordelli”. Su altri aspetti, l’Islam secondo Oktar è molto rigido. Considera “peccati il gioco d'azzardo, l’usura e il consumo di alcol”, oltre che “riscuotere le tasse dai guadagni che ne derivano”. Ed è anche contro l’omosessualità. Ma, assicura, nessun divieto va imposto con la forza. Un’altra sua storica battaglia è quella al darwinismo, per cui negli anni ’80 venne rinchiuso in un ospedale psichiatrico. Con oltre 300 libri scritti in varie lingue sotto lo pseudonimo Harun Yahya (alcuni - vd correlati - giunti anche in Ticino), porta avanti la sua propaganda contro l'evoluzionismo. Una campagna che, sostiene, avrebbe anche ispirato la svolta creazionista dei nuovi curricula scolastici nella Turchia di Recep Tayyip Erdoğan.

Cristoforo Spinella

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