Ambiente

Una giornata per celebrare le foreste 

L’annuale appuntamento istituito dalle Nazioni Unite ricorda quanto i boschi siano fondamentali per la salute del pianeta e per le nostre vite

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RG 12.30 del 21.03.2026 Il servizio di Giorgia Lorenzini

RSI Info 21.03.2026, 13:07

  • IMAGO/imagebroker
Di: Red. giardino di Albert/Christian Bernasconi  

Il 21 marzo, come ogni anno, si celebra la Giornata internazionale delle Foreste, promossa dalle Nazioni Unite nel 2012. Un appuntamento mondiale per riflettere sul ruolo cruciale dei boschi, che rappresentano un pilastro contro il cambiamento climatico e la tutela della biodiversità. Ma non solo.

Le foreste del mondo ospitano milioni di specie animali e vegetali e sono molto importanti anche per noi esseri umani. Si stima che nel mondo circa 240 milioni di persone vivano effettivamente in ecosistemi forestali e dipendano quindi dai boschi.

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Giornata Mondiale delle Foreste: come stanno i nostri boschi?

Il giardino di Albert 21.03.2026, 18:00

  • Ti-Press
  • Alessandra Bonzi

Non è un caso che l’edizione 2026 sia dedicata proprio al tema “Foreste e Economia” mettendo al centro la capacità dei boschi di generare occupazione, ridurre la povertà e sostenere i sistemi alimentari. I boschi favoriscono per miliardi di persone l’agricoltura, proteggono le risorse idriche e generano opportunità di lavoro e sviluppo sostenibile.

Le foreste - come ci ricorda Alessandra Bonzi, che ha curato una puntata radiofonica del Giardino di Albert proprio su questo tema - forniscono servizi ecosistemici indispensabili, come la regolazione del clima, la protezione del suolo e la conservazione dell’acqua. Senza foreste non esisterebbero agricolture resilienti, economie stabili e neppure le città.

In Svizzera, circa un terzo del territorio è coperto da boschi. Assieme alla produzione di legno e di energia, la foresta svolge anche altre funzioni importanti: protegge contro i pericoli naturali, fornisce un notevole contributo alla biodiversità e rappresenta un prezioso spazio ricreativo per l’uomo. Capire il bosco, non significa solo misurarne la superficie totale, bensì anche conoscerne l’andamento e lo stato di salute in genere.

Se da un lato la superficie boschiva tende ad aumentare, dall’altro è innegabile che il bosco sia sottoposto a diverse pressioni: il cambiamento climatico fa aumentare la frequenza di estati calde e asciutte, le specie invasive sono sempre più un tema, e il bostrico continua a rappresentare una minaccia.

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Boschi sotto pressione

Alphaville 30.01.2026, 11:05

  • Keystone
  • Francesca Rodesino

Per chi si prende cura della gestione dei boschi, una delle grandi sfide consiste nel garantire continuità a questi ecosistemi, affinché restino in salute e assicurino le loro funzioni anche in futuro. Tra i temi da considerare in questo senso c’è anche la pressione da parte della selvaggina.

Per capire come affrontare queste sfide, Alessandra Bonzi ha trascorso un pomeriggio in un bosco di protezione insieme ad Adrian Oncelli, ingegnere forestale e capo dell’Ufficio per la pianificazione, la selvicoltura e la protezione del bosco e Andrea Stampanoni, collaboratore scientifico per la caccia presso l’Ufficio caccia e pesca del Canton Ticino.

“Il bosco non ha bisogno di noi” – ricorda Adrian Oncelli -  “ma noi abbiamo bisogno del bosco e per poterne garantire una funzione di protezione continua e duratura, nel tempo è necessario gestirlo. (…) In particolare, cerchiamo di tagliare per permettere al bosco di rinnovarsi, quindi lasciare spazio alle future generazioni. Ed è in questo contesto che i problemi con la selvaggina si manifestano”.

Andrea Stampanoni: “Idealmente in una situazione idilliaca, il cervo integrerebbe la sua alimentazione di graminacee solamente con una piccola parte di gemme o di germogli. Ma in un paesaggio con poca variabilità, quindi con poca offerta alimentare alternativa, le gemme e i giovani ricacci delle piante sono in gran quantità e a disposizione facilmente e quindi è chiaro che il potenziale danno è lì, pronto e servito”.

La questione è complessa. Il rapporto tra bosco e selvaggina è pure influenzato dalla crescita degli effettivi della selvaggina - favorito dagli inverni miti e dalla scarsità di precipitazioni nevose degli ultimi anni - ma anche dall’aumento dei disturbi di origine antropica agli animali. Un vero grattacapo per chi gestisce i boschi, che deve tenere conto dell’importante, ma spesso fragile equilibrio tra selvicoltura, biodiversità e gestione della fauna selvatica.

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Sereva, a Papuan tale

Terra 20.03.2026, 09:40

In un’era in cui deforestazione, cambiamenti climatici e perdita di biodiversità sono tra le maggiori sfide per i boschi a livello mondiale, il richiamo di questa giornata dedicata alle foreste è chiaro: proteggere e ripristinare gli ecosistemi forestali significa anche imparare a relazionarci con essi in modo più rispettoso e consapevole, riscoprendo quel legame profondo e sostenibile basato su equilibrio, cura e convivenza armoniosa con la natura.

Un legame profondo che molte popolazioni custodiscono ancora oggi.

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Il Giardino di Albert

Il magazine RSI che si occupa di divulgazione scientifica

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