In futuro, i salari minimi fissati nei contratti collettivi di lavoro dichiarati di obbligatorietà generale dovranno prevalere su quelli stabiliti a livello cantonale. La modifica resta subordinata al superamento del voto finale, previsto il 19 giugno, e all’eventualità di un referendum.
Il compromesso approvato dal Parlamento prevede tuttavia alcune eccezioni. In concreto, Ginevra e Neuchâtel, che hanno già sancito la prevalenza dei propri salari minimi cantonali, potranno conservare il regime attuale. Inoltre, sono state escluse riduzioni che portino i salari al di sotto dei livelli attuali. Giura, Ticino e Basilea Città non sono invece direttamente toccati, poiché in questi Cantoni i CCL di applicazione obbligatoria hanno già la precedenza.
La situazione del Ticino, in futuro, dovrebbe però diventare simile a quella di Ginevra e Neuchâtel, ha ricordato in aula Paolo Pamini (UDC), secondo quanto deciso in aprile dal Gran Consiglio. È tuttavia previsto un periodo transitorio fino alla fine del 2029.
Le precisazioni inserite nella legge dal Consiglio degli Stati e riprese lunedì dal Consiglio nazionale rappresentano un compromesso di fronte alle riserve e alle minacce di referendum espresse dalla sinistra durante l’esame parlamentare. Per una parte del Parlamento, infatti, è fuori luogo che salari minimi negoziati tra partner privati possano prevalere su minimi salariali approvati a livello cantonale, spesso anche tramite votazione popolare. Secondo gli oppositori, la proposta — nata da una mozione del consigliere agli Stati obvaldese del Centro Erich Ettlin e osteggiata anche dal Consiglio federale — indebolisce la sovranità dei Cantoni e mette in discussione la democrazia diretta.
I favorevoli sostengono invece che la priorità dei CCL dichiarati di obbligatorietà generale sia necessaria per evitare una crescente frammentazione delle condizioni di lavoro e per proteggere il partenariato sociale. I Cantoni che già applicano un salario minimo prevalente sui CCL potranno comunque mantenere il proprio sistema. I lavoratori, ha assicurato Olivier Feller (PLR/VD) a nome della commissione, non vedranno quindi diminuire il proprio salario con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni.
In un ultimo tentativo, la sinistra ha chiesto di limitare nel tempo la prevalenza dei salari minimi contenuti nei CCL: questi avrebbero dovuto prevalere su quelli cantonali solo durante il periodo di validità del contratto, ma al massimo per due anni. La proposta è stata respinta con 114 voti contro 75. Secondo la maggioranza, avrebbe di fatto svuotato la riforma attualmente all’esame del Parlamento, riportando la situazione al punto di partenza.

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Notiziario 01.06.2026, 17:00
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RG 12.30 del 27.04.2026 CCL dell’edilizia ticinese
RSI Info 27.04.2026, 13:22
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