Una premessa: di mestiere, oltre a scrivere libri, li leggo, e dovendone recensire uno la settimana sulla Lettura del Corriere della Sera, quattro al mese su Linus, più quelli di cui mi può capitar di scrivere su queste colonne, nonché quelli che consiglio sul Corriere Fiorentino, posso dire di avere in ogni momento, e da diversi anni, una panoramica piuttosto completa delle uscite letterarie più interessanti.
Premessa che si rende necessaria perché il libro più interessante che ho letto ultimamente è L’ultimo samurai di Helen DeWitt, romanzo straordinario che non ha niente a che fare con le avventure di Tom Cruise in quella specie di remake giapponese di Balla coi lupi e che – eccoci al punto – uscì in italiano nel 2002 senza alcun riscontro, e solo nel 2025 è stato ripubblicato da Einaudi (in scia a un’analoga storia editoriale in patria, dove era finito parimenti dimenticato nonostante almeno lì avesse incontrato un grande successo critico).

L’ultimo samurai uscì, passò inosservato, sparì dagli scaffali, scomparve. Capita, si dirà, specie ai libri stranieri che magari, sommersi da altre uscite in quel momento più importanti per la casa editrice, non trovano particolari attenzioni da parte della rete vendita né dell’ufficio stampa. E può capitare ancor più a un libro con un titolo così sbagliato (chi crede di trovare l’inesistente romanzo da cui è tratto il film con Tom Cruise, resta deluso; chi cerca nuova e stimolante literary fiction, lo salta senza neanche aprirlo), certo, per carità.
Solo che questo fatto va a incrociarsi con altri due, sulla medesima linea: quando, come sempre accade a fine anno, trasmissioni radiofoniche, riviste con cui collaboro, classifiche di qualità, inserti di quotidiani e altre entità del campo letterario, mi han chiesto, come sempre chiedono a molti scrittori, quale fosse a mio avviso il miglior libro, o il libro più importante, o il libro più interessante, uscito nel 2025, mi sono ritrovato a dire JR di William Gaddis, un romanzo del 1975, uscito per l’ultima volta in italiano (per la defunta Alet) nel 2009, nonostante il suo status d’indiscutibile capolavoro, e oggi finalmente ristampato dal Saggiatore.

E quando, come sempre accade a inizio anno, trasmissioni radiofoniche, riviste con cui collaboro, eccetera, mi han chiesto quale sarà a mio avviso il libro più promettente in arrivo nel 2026, ho risposto che probabilmente sarà Dimenticato re Gudù di Ana María Matute, un romanzo che era uscito originariamente per Rizzoli nel 1999, era passato inosservato nonostante fosse un capolavoro, era sparito dagli scaffali senza incontrare i suoi lettori e solo dopo esser finito al macero aveva cominciato a sviluppare una reputazione tra gli appassionati di fantasy e tra gli amanti di curiosità letterarie, fino a diventare una rarità in vendita su eBay a prezzi sovente da grassazione.
“Dimenticato Re Gudù” di Ana María Matute
Konsigli 16.04.2026, 18:00
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Tre dei libri più interessanti del momento, tre recuperi. E come si suol dire: «A quel punto a Fantozzi venne un lieve sospetto…». In realtà, per chi si occupa di libri, si tratta solo della conferma di un problema annoso a cui si fatica a trovar soluzione: la folle accelerazione del mercato librario, con un continuo profluvio di novità che vanno incessantemente a sostituire tutto ciò che anche solo accenni a “non muoversi” sugli scaffali, in un turnover delirante che arricchisce solo la distribuzione, mantiene l’intero mercato “trade” in una condizione di bolla e penalizza di frequente i libri più complessi, o più lunghi, che per ovvie ragioni strutturali necessitano di più tempo per trovare i loro lettori.
Ciclicamente si alza qualcuno a denunciare lo stato delle cose (quest’anno è toccato a Francesco Quatraro, direttore editoriale del marchio indipendente effequ) e poi tutto torna come prima. Qualche piccolo editore intanto muore, qualche capolavoro finisce obliato, e avanti va il mondo (editoriale), magari col capolavoro obliato che dopo qualche lustro viene pure ristampato.
Ma siccome ogni anno le cose vanno un po’ peggio, perché non provare, per una volta, a fare meno libri nel corso dell’anno, a tenerli più a lungo sugli scaffali e vedere cosa succede? Siamo d’accordo, no? Basta che qualcuno cominci… Ehi, editori, dove siete finiti tutti? Ehi…
Bof, che fare… Noi, intanto, andiamo a leggerci L’ultimo samurai, e JR, e pure Dimenticato re Gudù, e magari ci riproviamo l’anno prossimo…






