“Scartare” Sanremo significa spacchettare una confezione luccicante e tirarne fuori tante cose, dalle più frivole a quelle più impegnate. Non diciamo niente di nuovo, impressiona però come questi elementi riescano a convivere in un tutt’uno che alla fine risulta sempre coerente. Canzoni, abiti, battute, top, flop e messaggi il cui impatto a volte rischia di diluirsi fra un’esibizione e l’altra. Poi capita che le cose si accompagnino, che la leggerezza vada a braccetto con la testimonianza senza smorzare la forza del messaggio.
Così è andata con Bianca Balti, tornata all’Ariston a distanza di un anno nelle vesti di co-conduttrice della serata dei duetti. Un anno fa aveva appena superato la chemioterapia a cui aveva dovuto sottoporsi a causa di un tumore ovarico al terzo stadio. Sorride quando dice che è come fosse passato un giorno, e quando Carlo Conti le ricorda quanto tempo è trascorso commenta: «Testimonianza sono i capelli!». L’acconciatura, i quattro abiti Valentino indossati durante la serata, i gioielli Bulgari: questo è lo spettacolo, ma l’essenza della sua partecipazione è un’altra.
L’anno scorso, da quello stesso palco aveva inviato «un bellissimo messaggio», che ha prodotto «un impatto grandissimo», tale da generare un importante movimento di solidarietà. Laura Pausini la definisce «una forza della natura, un orgoglio». Impossibile non essere d’accordo con la cantante, soprattutto pensando a quanto Balti aveva dichiarato in precedenza: «Ho dovuto elaborare il lutto della donna che ero». I sorrisi non possono nascondere completamente le cicatrici. Poi rivolge un pensiero a tutti coloro che stanno attraversando le stesse difficoltà: «Oggi sono qui per godermela non solo per me ma per tutte le persone che hanno sofferto o che soffrono».
La malattia e la sofferenza non badano ad abiti e gioielli, sono indifferenti alla fama. La malattia può colpire chiunque con la stessa spietatezza, ogni persona malata è chiamata a combattere, non importa lo status. Portare la propria esperienza sul palco di Sanremo contribuisce ad accendere i riflettori su coloro che stanno lottando, a non farli sentire soli, a infondere coraggio. È una strada aperta alla speranza. Ogni tanto i lustrini possono brillare di vera umanità.

In sala e a Sanremo
Passaggi 26.02.2026, 15:05
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