Storia

La battaglia di Sempach

Una vittoria militare divenuta simbolo dell’identità elvetica

  • 2 ore fa
La battaglia di Sempach

La battaglia di Sempach

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Di: Elizabeth Camozzi 

Il 9 luglio 1386, nei pressi di Sempach, nell’attuale Canton Lucerna, si combatté una delle battaglie decisive della storia svizzera medievale.

La vittoria dei Confederati sull’esercito del duca Leopoldo III d’Asburgo non rappresentò soltanto un successo militare: contribuì al progressivo declino dell’influenza asburgica a sud dell’Alto Reno e aprì una nuova fase nell’espansione della Confederazione.

Lo scontro fu il momento decisivo della Guerra di Sempach, un conflitto maturato nei decenni precedenti per il controllo dei territori compresi tra le Alpi e l’Austria anteriore asburgica. Dopo l’acquisizione del Tirolo nel 1363 e la divisione dei domini asburgici sancita dal trattato di Neuberg (1379), Leopoldo tentò di creare una continuità territoriale tra il Tirolo e i possedimenti dell’Austria anteriore attraverso il controllo di città, pegni e vie di comunicazione strategiche, tra cui i pegni su Nidau, Büren e Altreu e il controllo dei passi dell’Hauenstein verso l’Alsazia.

Una politica in contrasto con l’espansione delle città confederate, in particolare Berna, Lucerna, Soletta e Basilea, che ampliavano la propria influenza attraverso acquisti, feudi, pegni e accordi di comborghesia - pratiche che indebolivano le basi del potere delle signorie nobiliari e accentuavano il conflitto tra città e nobiltà.

Nel 1385 nacque così la “Lega di Costanza”, un’ampia alleanza antiasburgica che riunì Zurigo, Zugo, Soletta, Berna e, indirettamente, Lucerna insieme a numerose città della Germania meridionale.

Raffigurazione della battaglia di Sempach nel 1386

Raffigurazione della battaglia di Sempach nel 1386

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La posizione di Leopoldo III fu comunque indebolita anche dal mancato sostegno imperiale e dalle divisioni legate al Grande Scisma d’Occidente. Inizialmente il duca tentò di evitare uno scontro aperto e di raggiungere un accordo pacifico, ma l’espansione delle città confederate - in particolare quella di Lucerna - rese sempre più difficile una soluzione diplomatica.

Alla fine del 1385 Zurigo, Zugo e Lucerna attaccarono senza una formale dichiarazione di guerra diversi capisaldi asburgici, tra cui Rapperswil, Sankt Andreas presso Cham, Rothenburg e Wolhusen, distruggendo numerose fortezze della nobiltà filoaustriaca.
Nel gennaio 1386 Lucerna concluse poi nuovi patti di comborghesia con l’Entlebuch, Sempach e altre comunità, provocando la reazione degli Asburgo. Una tregua fu raggiunta il 21 febbraio, ma i successivi negoziati di pace a Zurigo non riuscirono a fermare l’escalation.

Leopoldo III raccolse allora un esercito composto da cavalieri provenienti dai territori svevi, alsaziani, argoviesi, turgoviesi e tirolesi, affiancati da mercenari italiani, francesi e tedeschi e da esponenti dell’élite cittadina della Germania meridionale. I Confederati si attendevano un attacco contro Zurigo, ma l’offensiva asburgica si diresse verso Lucerna, passando per Zofingen, Willisau (che fu saccheggiata) e Sursee.

Il 9 luglio le truppe asburgiche incontrarono sopra Sempach le forze di Lucerna, Uri, Svitto e Untervaldo guidate dallo scoltetto Petermann von Gundoldingen. Pur inferiori numericamente e inizialmente in posizione sfavorevole, i Confederati riuscirono a sconfiggere l’esercito asburgico dopo una dura fase di combattimento. Se lo svolgimento preciso della battaglia rimane discusso dagli storici, è invece certo che lo scontro fu estremamente cruento e costò la vita sia a Leopoldo III sia a Gundoldingen, oltre che a numerosi esponenti della nobiltà regionale.

Dopo la vittoria seguirono poi nuovi scontri, armistizi e accordi di pace, e solo nell’ottobre 1386 fu concordata una tregua, seguita dall’intesa settennale del 1389 e dalla pace ventennale del 1394.

La sconfitta indebolì tuttavia gravemente la posizione asburgica nell’Austria anteriore, e Lucerna poté consolidare le proprie conquiste, mentre Berna ampliò l’influenza nei territori rimasti privi di tutela asburgica. Nel 1388 la vittoria confederata di Näfels sancì infine la liberazione definitiva anche di Glarona dal dominio asburgico.

Illustrazione antica di Arnold Von Winkelried a Sempach

Illustrazione antica di Arnold Von Winkelried a Sempach

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Attorno alla battaglia nacque anche il mito di Arnold von Winkelried che, secondo la tradizione, avrebbe sacrificato la propria vita aprendo un varco nelle fila nemiche, diventando uno dei simboli più importanti della memoria nazionale svizzera.

Un’eredità storica che fu poi alimentata anche dalla cappella di San Giacomo, consacrata già nel 1387 sul luogo dello scontro e divenuta nel tempo un importante luogo di commemorazione, simbolo ancora oggi di una battaglia divenuta punto d’incontro tra storia, identità e tradizione svizzera.

Dettaglio di un piatto decorativo del XIX secolo con La Cappella di Sempach.

Dettaglio di un piatto decorativo del XIX secolo con La Cappella di Sempach.

  • Francesco Cerea

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