A molti capita di pensare: “faccio la dieta, mi alleno, mangio sano, eppure il mio corpo non cambia”? Il motivo potrebbe non essere nella forza di volontà, ma nell’approccio sbagliato. Nella puntata de “La Consulenza” del 16.12.2025 la dietista Natasha Russo spiega come, spesso, non siamo noi a “sbagliare” e perché non esiste una dieta uguale per tutti.
Più che dieta, uno stile di vita
Quando si pensa alla “dieta” viene in mente un tipo di alimentazione da adottare per un certo periodo di tempo, ma secondo Natasha Russo questo concetto andrebbe ripensato. «Dovrebbe essere un insieme di comportamenti quotidiani, non solo quello che si mette nel piatto», sottolinea la dietista, «ma anche come si dorme, come si reagisce allo stress, che tipo di vita e attività fisica si segue». Molte difficoltà nel dimagrimento, infatti, potrebbero derivare da un’alimentazione non adattata alle caratteristiche individuali.
Siamo tutti diversi
Proprio da questa constatazione nasce la cronomorfodieta: un metodo che costruisce un percorso di alimentazione e attività fisica personalizzato valutando: cronobiologia, assetto ormonale, morfologia corporea e stile di vita.
Gli ormoni: un fattore da valutare
La componente “crono” della cronomorfodieta si basa sulla cronobiologia, cioè sul funzionamento degli ormoni nei diversi momenti della giornata. «Immaginate il corpo come un’orchestra», spiega la dietista, «gli ormoni sono gli strumenti: tutti abbiamo gli stessi, ma non suonano tutti nello stesso momento».
Natasha Russo spiega come una particolare attenzione andrebbe data, per esempio, al cortisolo, spesso definito ormone dello stress: «è più alto al mattino perché ci serve per avere energia. La sera, invece, dovrebbe abbassarsi per lasciare spazio all’ormone della crescita, che serve alla rigenerazione del corpo». Mangiare gli stessi alimenti in orari diversi può quindi produrre effetti differenti.
La morfologia del corpo può essere un indicatore
Il metodo della cronomorfodieta tiene conto anche della forma del corpo, che secondo la nutrizionista è indicativa. «Dove accumuliamo il grasso dice moltissimo di noi dal punto di vista ormonale», afferma. Secondo questa teoria esistono quattro principali somatotipi, che nella realtà le persone possono presentare caratteristiche miste:
Iper-lipogenetico (forma a mela): accumulo centrale, spesso legato allo stress. Persone che prendono peso soprattutto quando sono sotto pressione.
Ipo-lipolitico (forma a pera): accumulo su fianchi e cosce, cellulite resistente. Persone che dimagriscono soprattutto nella parte alta del corpo, mentre la parte inferiore rimane invariata.
Iper-misto: aumento di peso distribuito in modo uniforme, peso altalenante. Spesso persone atletiche, che rispondono bene all’allenamento.
Ipo-misto: metabolismo lento e aumento di peso graduale.
Un approccio modulabile
La nutrizionista conclude spiegando che cambiare completamente la propria struttura fisica non è possibile, ma si può intervenire per migliorarne l’equilibrio. Precisa, però, che «l’alimentazione può aiutare a riequilibrare gli ormoni quando gli squilibri sono lievi, ma non sostituisce le terapie mediche nei casi patologici. Quando la carenza è grave, l’alimentazione da sola non è sufficiente».
La Cronomorfodieta: perché non tutti dimagriamo allo stesso modo
La consulenza 16.12.2025, 13:00
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