Non si tratta solo di calorie o nutrienti: la qualità della nostra alimentazione può influenzare l’umore, i livelli di stress, la memoria e persino il rischio di disturbi mentali. Parallelamente, le emozioni stesse, dalla gioia all’ansia, possono condizionare le nostre scelte alimentari, creando un dialogo continuo e profondo tra cervello e intestino, oggi noto come asse intestino-cervello. La dieta, quindi, non ha solo un impatto fisico, ma anche emotivo e cognitivo.
Una restrizione calorica severa, ad esempio, può indurre stress psicologico, perdita del piacere nel mangiare, senso di privazione e favorire l’insorgenza di disordini alimentari. Alcuni individui possono manifestare irritabilità, insonnia e un calo della motivazione. Al contrario, iniziare a prendersi cura del proprio benessere attraverso migliori scelte alimentari può diventare parte integrante di un percorso di psicoterapia. Numerose evidenze scientifiche, infatti, supportano l’efficacia della terapia nutrizionale come complemento alla terapia antidepressiva.
Studi longitudinali e metanalisi dimostrano che uno stile alimentare sano è associato a un rischio significativamente ridotto (fino al 30-40%) di sviluppare la depressione.
Microbiota intestinale e depressione
L’intestino e il cervello sono in dialogo continuo: alcuni batteri intestinali producono o modulano neurotrasmettitori come la serotonina (ormone del buon umore) e la dopamina (ormone del piacere e della gratificazione). Numerosi studi scientifici suggeriscono che il microbiota intestinale è alterato nelle persone che soffrono di depressione favorendo il passaggio di sostanze infiammatorie nel sangue, contribuendo a una risposta infiammatoria sistemica associata a depressione.
https://rsi.cue.rsi.ch/food/extra/Microbiota-%E2%80%9Cintestinale%E2%80%9D--2762586.html
Alimentazione ultra-processata e depressione
Un alto consumo di alimenti ultra-processati è associato a un aumento del rischio di sviluppare depressione. I motivi sarebbero i seguenti: questi alimenti alterano negativamente il microbiota intestinale, l’elevato carico glicemico può influenzare negativamente l’umore e la neuroplasticità, promuovono uno stato infiammatorio cronico e gli additivi chimici potrebbero avere effetti neurotossici e infiammatori.
Dieta mediterranea e umore
Anche questa volta lo stile alimentare mediterraneo risulta il migliore essendo associato a un minor rischio di sviluppare depressione. Una dieta ricca di alimenti freschi, integrali e antinfiammatori sarebbe addirittura in grado di migliorare i sintomi depressivi già presenti.
Nutrienti specifici e salute mentale
Sempre più ricerche analizzano l’effetto delle carenze e delle supplementazioni di singoli nutrienti sulla nostra mente. Adeguate assunzioni, in primis con gli alimenti, di Omega 3, vitamine del gruppo B, zinco e ferro possono prevenire o contribuire alla cura di sintomi depressivi.
https://rsi.cue.rsi.ch/food/extra/I-fermentati-nella-dieta-di-tutti-i-giorni--2057799.html
Il ruolo del magnesio
Il magnesio è un minerale essenziale coinvolto in oltre trecento reazioni biochimiche, tra cui quelle legate alla neurotrasmissione, infiammazione e regolazione dell’umore. L’adeguato apporto di magnesio lo raggiungiamo con l’assunzione frequente di: cereali integrali, frutta secca a guscio, semi (lino, zucca, girasole), legumi e verdure a foglia verde.
Diverse evidenze suggeriscono una connessione tra bassi livelli di magnesio e maggiore rischio di depressione. In uno studio su adulti con depressione lieve-moderata, 248 mg di magnesio elementare al giorno per 6 settimane ha portato a miglioramenti significativi dell’umore e dei sintomi ansiosi
Meglio una dieta sana che l’utilizzo di integratori
Lo studio SMILES del 2017, chiave nella psichiatria nutrizionale, mostra che l’alimentazione sana è più efficace degli integratori isolati nel ridurre i sintomi depressivi. Ovviamente vengono raccomandati nei casi di carenze diagnosticate e in alcune situazioni particolari (dieta povera o monotona, gravidanza o menopausa, ecc). Come in tutti gli altri casi, non fidarsi del fai da te ma chiedere sempre parere al medico e/o farmacista.
L’alimentazione non è solo carburante: è un potente alleato nella prevenzione e nel trattamento di molti disturbi mentali. Scegliere cibi ricchi di nutrienti, antiossidanti e grassi “buoni” non significa soltanto prendersi cura del proprio corpo, ma anche nutrire la mente. Integrare questa consapevolezza nelle nostre abitudini quotidiane è un piccolo grande passo verso una salute mentale più stabile, resiliente e profonda. Perché, in fondo, anche la felicità può cominciare da ciò che mettiamo nel piatto.
Microbiota, salute e dimagrimento
La consulenza 28.02.2025, 13:00
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Fonti
The role of diet in the prevention of depression: A systematic review. Clinical Psychological Science (2019) Lassale C, Batty GD, Baghdadli A, et al.
A randomized controlled trial of dietary improvement for adults with major depression (the “SMILES” trial). BMC Medicine (2017). Jacka FN, O’Neil A, Opie R, et al.
Dietary inflammatory index and risk of depression in adults: A meta-analysis of observational studies. Clinical Nutrition (2018). Liu X, Yan Y, Li F, Zhang D.
Nutritional psychiatry: the present state of the evidence. Proceedings of the Nutrition Society (2017). Marx W, Moseley G, Berk M, Jacka F.
Association Between Consumption of Ultraprocessed Foods and Depression. Public Health Nutrition (2020). Gómez-Donoso C, Sánchez-Villegas A, Martínez-González MA, et al.



