Territorio e tradizioni

Ovomaltine: dalla farmacia alla dispensa svizzera

Da ricostituente a icona popolare: la storia del barattolo arancione che da 120 anni racconta un pezzo di Svizzera

  • 2 ore fa
TopSuisse presso Ovomaltine (Wander), Neuenegg

TopSuisse presso Ovomaltine (Wander), Neuenegg

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Di: Alice Tognacci/TopSuisse 

A Neuenegg, nel canton Berna, dal 1927 viene prodotta per il mercato europeo l’Ovomaltine in polvere, uno dei prodotti più riconoscibili della cultura alimentare svizzera. Inventata nel 1904 da Albert Wander come alimento ricostituente a base di malto, latte, uova e cacao, la bevanda è uscita dalle farmacie per entrare nelle case, nello sport e nella memoria quotidiana di intere generazioni.

Nella puntata di TopSuisse dedicata al prodotto elvetico - in onda ogni domenica dal 28 giugno al 30 agosto, dalle 13.00 alle 14.00 su Rete Uno - Davide Gagliardi ci porta dentro lo stabilimento e gli archivi Wander per scoprire come un alimento nato con ambizioni quasi farmaceutiche sia diventato un’icona popolare svizzera.

51:09
TopSuisse presso Ovomaltine (Wander), Neuenegg

TopSuisse alla Wander a Neuenegg

TopSuisse 28.06.2026, 13:00

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  • Davide Gagliardi
TopSuisse presso Ovomaltine (Wander), Neuenegg
03:04

TopSuisse alla Wander a Neuenegg

RSI Rete Uno 25.06.2026, 09:01

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  • Marco Bitonti

Prima dell’Ovo: un laboratorio, il malto e l’idea di “dare forza”

La storia comincia nel 1865, quando Georg Wander rileva una fabbrica di acque minerali e avvia a Berna un laboratorio chimico-tecnico e analitico. È un tempo in cui il confine tra alimentazione, farmacia e medicina è meno netto di oggi: si producono preparazioni, estratti, polveri, alimenti speciali. Il malto, in particolare, diventa uno degli ingredienti chiave delle ricerche Wander.

Il malto nasce da un cereale trasformato: l’orzo viene bagnato, comincia a germogliare, poi il processo viene interrotto. In quella fase l’amido del chicco si modifica, si sviluppano zuccheri e aromi, e il cereale assume nuove caratteristiche. Da qui si ottiene l’estratto di malto, base storica dell’Ovomaltine.

Alla morte di Georg Wander, il figlio Albert prosegue il lavoro del padre. Nel 1904 mette a punto una polvere a base di estratto di malto, latte, uova e cacao. Nasce così l’Ovomaltine: “ovo” per l’uovo presente nella ricetta originale, “maltine” per il malto. Oggi l’uovo non fa più parte della ricetta, anche per rispondere all’evoluzione delle esigenze alimentari e delle allergie, ma il nome è rimasto come traccia linguistica della sua origine.

TopSuisse presso Ovomaltine (Wander), Neuenegg

TopSuisse presso Ovomaltine (Wander), Neuenegg

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Dalla farmacia alla dispensa

All’inizio il preparato non è pensato come bevanda quotidiana per tutti. È un alimento ricostituente, venduto in farmacia a caro prezzo, destinato a bambini e persone deboli, convalescenti o bisognose di energia perché malnutrite. Solo in un secondo momento esce dal contesto farmaceutico cambiando la sua funzione sociale: da preparazione acquistata in farmacia, diventa bevanda da tenere in dispensa.

Una trasformazione che dice molto anche della Svizzera del Novecento: un Paese che industrializza i suoi saperi alimentari, costruisce marchi riconoscibili, punta sulla produzione locale e porta alcuni prodotti dal laboratorio alla cultura popolare.

Gli anni Venti e il legame con lo sport

Uno dei momenti decisivi nella costruzione dell’immaginario dell’Ovomaltine è il rapporto con lo sport. Già negli anni Venti del Novecento il marchio si avvicina agli eventi sportivi. Diventa uno dei primi esempi di marketing sportivo in Svizzera e uno dei primi modi in cui l’alimentazione industriale ha imparato a costruire immaginario. Un prodotto nato come ricostituente trova nello sport il suo racconto ideale. È da qui che il barattolo arancione richiama alla mente degli svizzeri - ancora oggi - piste da sci, zaini, mense e ricordi collettivi.

Come si produce?

Orzo e malto d’orzo vengono miscelati con acqua, quindi riscaldati e filtrati. Da questo processo si ottiene un liquido dolce, denso di aromi, che diventa la base dell’estratto di malto. Poi arrivano gli altri ingredienti, tra cui latte e cacao, fino all’essiccazione e alla trasformazione in polvere.

A determinarne il gusto riconoscibile non sono solo gli ingredienti ma le proporzioni, i tempi, le temperature e la tecnica.

Un dettaglio curioso riguarda proprio il gusto svizzero: la ricetta della polvere non è uguale in tutti i Paesi. In Svizzera, per esempio, non viene aggiunto zucchero cristallino alla polvere classica, mentre in altri mercati il prodotto è adattato a preferenze locali più orientate alla dolcezza.

La questione dello zucchero: piacere, industria e salute pubblica

Raccontare oggi un prodotto industriale come l’Ovomaltine significa anche affrontare il tema dello zucchero, essendo uno dei nodi centrali dell’alimentazione contemporanea. Un tema delicato, soprattutto quando riguarda prodotti legati all’infanzia, alla colazione o alla merenda. Un alimento può avere un forte valore affettivo e culturale, ma questo non lo sottrae alle domande che oggi poniamo a tutta l’industria alimentare: quanto zucchero contiene e qual è la porzione reale di consumo? Come viene comunicato? E quanto le aziende sono disposte a modificare le ricette senza limitarsi a seguire la sensibilità del momento?

Nel caso specifico, il discorso è articolato. Da una parte, la polvere classica venduta in Svizzera non prevede l’aggiunta di zucchero cristallino, perché la dolcezza deriva anche dal malto e dal processo produttivo. Dall’altra, l’universo del marchio comprende oggi prodotti molto diversi — creme, snack, cioccolati, barrette — che appartengono a categorie dove zuccheri e grassi hanno un peso nutrizionale più rilevante. Sono prodotti da consumare con consapevolezza e non vanno associati automaticamente a benessere o nutrizione quotidiana.

Secondo le autorità federali, la popolazione svizzera consuma in media più zucchero di quanto raccomandato dall’Organizzazione mondiale della sanità. Per questo, dal 2015, la Confederazione lavora con produttori e distributori nell’ambito della cosiddetta Dichiarazione di Milano, un impegno volontario per ridurre gradualmente il contenuto di zuccheri in alcune categorie di prodotti trasformati. Anche l’azienda produttrice dell’Ovomaltine rientra tra le aziende coinvolte e sta attuando cambiamenti per i prodotti come la crema spalmabile, proposta con il 30% di zucchero aggiunto in meno rispetto alla ricetta originale.

È proprio qui che si vede una delle tensioni più attuali dell’industria alimentare: da un lato la necessità di rendere i prodotti più coerenti con le raccomandazioni nutrizionali, dall’altro il timore di perdere riconoscibilità, piacere e mercato. Per il consumatore, la chiave resta leggere le etichette e distinguere tra bevanda, snack e crema spalmabile, riconoscendo questi prodotti per ciò che sono: alimenti legati sì al piacere e in parte a quella tradizione identitaria di Svizzera nel mondo, ma comunque processati e da inserire con consapevolezza nel quadro complessivo della propria dieta.

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Sempre meno zucchero negli alimenti svizzeri

Telegiornale 21.08.2025, 20:00

Perché l’Ovomaltine racconta ancora un pezzo di Svizzera?

Forse perché è riuscita a stare in equilibrio tra molte identità diverse. È nata come prodotto farmaceutico, ma è diventata alimento quotidiano. È legata allo sport, ma vive anche nella dispensa di casa. È un marchio globale, ma conserva una produzione radicata nel canton Berna. È un gusto d’infanzia, ma continua a cambiare formato per parlare a nuove generazioni. È svizzera perché racconta un modo molto elvetico di trasformare un’idea tecnica in abitudine collettiva: con continuità e ricette precise, con un marchio riconoscibile in un barattolo arancione da più di un secolo.

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Tornano Top Suisse e le eccellenze svizzere

Prima Ora 19.06.2026, 18:00

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