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Caserma della Guardia Svizzera, via libera ai lavori

Il progetto definitivo prevede la demolizione quasi totale dell’attuale edificio, i costi passano da 45 a 70 milioni

  • 21 febbraio, 12:50
  • 21 febbraio, 16:15
Nuova casa in futuro per le guardie
01:55

RG 12.30 del 21.02.2026 La corrispondenza di Francesca Torrani

RSI Info 21.02.2026, 12:48

  • reuters
Di: pon 

La Santa Sede ha dato il via libera alla ristrutturazione della caserma delle Guardia Svizzera Pontificia. La comunicazione alla fondazione è arrivata nel corso di gennaio, secondo quanto reso noto in un comunicato alla stampa di mercoledì. Il progetto definitivo, per il quale si attende l’approvazione dell’UNESCO, ha un costo significativamente superiore a quello originale: si passa da 45 a 70 milioni di franchi, per effetto delle modifiche apportate e dell’aumento dei prezzi di costruzione.

I lavori dovrebbero iniziare nel 2027. Si prevede la demolizione quasi totale dell’attuale caserma, di cui verrà mantenuta solo la facciata esterna rivolta verso l’Italia, la liberazione del degli edifici di fronte al Passetto di Borgo, una via di fuga risalente all’XI secolo. Si passerà da tre a cinque piani, consentendo la la creazione di 81 camere singole e 18 camere doppie per gli alabardieri, 11 monolocali per i sottufficiali non sposati e 21 appartamenti per le famiglie, così da poter ospitare l’intero corpo (oggi non è il caso). La valorizzazione del cosiddetto “quartiere degli svizzeri” prevede infine che la fontana commemorativa del 1927, che finora ha bloccato l’accesso al cortile d’onore da Via Sant’Anna, sia spostata e annessa all’edificio della caserma vicino al Passetto.

Servono ancora donazioni, si guarderà anche all’estero

Finora - precisa il comunicato - la ricerca di finanziamenti è stata condotta quasi esclusivamente in Svizzera, dove il progetto di una nuova caserma ha riscosso ampio e generoso consenso. Complessivamente sono stati raccolti 44,7 milioni di franchi sotto forma di donazioni e promesse di donazioni. Per racimolare la somma mancante, si farà nuovamente appello ai donatori, indipendentemente dal fatto che abbiano già contribuito o meno. Si guarderà certo alla Confederazione, ma ora anche a Germania, Francia, Italia e Stati Uniti.

I lavori preparatori - si ricorda - sono stati eseguiti dallo studio di architettura Durisch + Nolli di Lugano, dallo studio di ingegneria Schnetzer Puskas di Basilea e dallo studio di ingegneria IFEC di Bellinzona.

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