Gli Stati Uniti hanno ottenuto l’accesso alle terre rare groenlandesi con una manovra finanziaria, quindi senza mettere in atto le minacce militari di annessione. Il maggiore giacimento dell’isola è infatti stato acquistato, negli scorsi giorni, dalla società statunitense Critical Metals.
Un giacimento situato nel sud del Paese che è considerato come uno dei più grandi e ricchi al mondo, in particolare di elementi pesanti, come il terbio o il disprosio. Le terre rare pesanti sono meno abbondanti rispetto a quelle leggere e più difficili da estrarre, inoltre sono anche molto richieste perché utili nella produzione di armamenti e componenti elettroniche.
Con questa manovra finanziaria gli Stati Uniti cercano di contrapporsi alla Cina e contrastare il suo monopolio quasi totale sull’estrazione e la raffinazione delle terre rare.
Dopo aver minacciato per mesi di annettere la Groenlandia, a Davos in gennaio, il presidente statunitense Donald Trump aveva affermato che non avrebbe utilizzato la forza, ma questa manovra finanziaria permette ugualmente agli Stati Uniti di avere il controllo sulle risorse più preziose dell’isola.








