L’operazione militare di domenica scorsa che ha portato all’uccisione del boss del narcotraffico Nemesio Oseguera Cervantes, “El Mencho”, segna una svolta nel crimine organizzato in Messico e apre possibili scenari anche per i desaparecidos. Lo stato di Jalisco, affacciato sul Pacifico, è sede di località turistiche come Puerto Vallarta, che attira oltre sei milioni di visitatori all’anno, e la capitale Guadalajara, seconda città del paese per dimensioni, ricca di patrimonio coloniale e legata a tequila e mariachi. Ma Jalisco è anche uno dei centri storici del crimine organizzato moderno.

Messico, ucciso uno dei criminali più ricercati al mondo
Telegiornale 23.02.2026, 12:30
Tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta, trafficanti provenienti da Sinaloa si rifugiarono a Guadalajara dopo un’offensiva antidroga. Nacque così il Cartello di Guadalajara, che controllava traffico di marijuana, eroina e cocaina, rafforzando il ruolo del Messico come snodo verso gli Stati Uniti anche grazie al sostegno di settori delle forze di sicurezza. Dalla frammentazione del cartello emerse Joaquín “El Chapo” Guzmán, cofondatore del Cartello di Sinaloa. Più tardi, nel 2010 sempre a Guadalajara prese forma il Cartello Jalisco Nueva Generación (CJNG), guidato da “El Mencho”, inizialmente alleato del Sinaloa, poi suo principale rivale. La sua morte ha colpito il vertice del CJNG, creando incertezza sulla successione e rischi di violenza interna.

L'arresto di Joaquin "El Chapo" Guzmán, allora capo del cartello di Sinaloa
La centralità di Jalisco nel crimine ha lasciato profonde ferite. Lo stato è al primo posto in Messico per sparizioni forzate. A livello nazionale i desaparecidos sono ufficialmente circa 133’000, ma il numero reale è probabilmente più alto. Solo in Jalisco superano i 15’000, con un aumento significativo nell’ultimo anno. La ricerca delle persone scomparse non è mai stata una priorità politica e di fronte all’inerzia delle autorità, i familiari si organizzano in collettivi che indagano, raccolgono prove e cercano fosse clandestine.
Poster con le foto dei desaparecidos vengono diffusi in muri, chiese, piazze e pannelli dedicati, sia per raccogliere informazioni sia per mantenere viva l’attenzione pubblica. Nel marzo 2025, il collettivo Guerreros Buscadores de Jalisco fu protagonista di una scoperta che ha scosso il paese: il campo di addestramento di Aguirre, nello stato di Jalisco, gestito dal CJNG. Sebbene la proprietà fosse sotto il sequestro della procura da mesi, solo l’ingresso del collettivo ha permesso di scoprire centinaia di resti umani insieme a vestiti, scarpe, valigie e giocattoli.
È noto che l’addestramento per entrare nel cartello prevede l’uccisione di amici o conoscenti e l’eliminazione di chi non superava le prove. Sono stati trovati anche forni che il collettivo ritiene usati per cremare i corpi, ipotesi respinta dalle autorità. I video degli oggetti rinvenuti sono stati pubblicati online, affinché altri collettivi potessero verificare eventuali riconoscimenti, ma nel frattempo le immagini hanno suscitato shock e rabbia in tutto il Paese.

Una vettura bruciata nell'operazione che ha portato all'uccisione di "El Mencho" a Tapalpa
La morte di “El Mencho” apre una fase complessa: la temporanea vulnerabilità del CJNG potrebbe consentire alle autorità di intervenire e ai collettivi di ampliare le ricerche dei desaparecidos in territori finora inaccessibili. Ma i rischi restano elevati, soprattutto con l’avvicinarsi dei Mondiali 2026, che si svolgeranno tra Messico, Stati Uniti e Canada, e con Guadalajara tra le città ospitanti. Il CJNG rimane un’organizzazione transnazionale, fortemente armata e nota per l’uso spettacolare della violenza. Il Governo dovrà garantire sicurezza e ogni confronto potrebbe portare a violenze prolungate.
I collettivi di familiari devono anche affrontare chi vorrebbe vietare l’affissione dei loro poster negli spazi pubblici per motivi estetici. È in discussione un emendamento di legge proprio in tal senso. Una misura del genere costituirebbe una nuova forma di rivittimizzazione per famiglie già profondamente segnate dal dolore e dall’estenuante ricerca dei propri cari, limitando uno degli strumenti principali per mantenere viva la memoria e la speranza di ritrovarli, spesso a rischio della propria vita.

Messico, l'analisi
Telegiornale 23.02.2026, 20:00











